Le parole di J.K. Rowling, la scrittrice della popolare saga di Harry Potter, una delle opere più influenti degli ultimi 30 anni, ha riaperto il dibattito sulle identità di genere. Tutto è cominciato con un tweet in cui la scrittrice ironizzava su un articolo che parlava di "persone che hanno le mestruazioni": "Sono sicura che ci fosse un nome per parlare di queste persone…". Da quel momento, le sue parole e il suo atteggiamento è diventato oggetto di contestazione, anche da parte degli stessi attori più influenti delle sue opere (su tutti Emma Watson, Daniel Radcliffe e Eddie Redmayne).

Ne abbiamo parlato con Vladimir Luxuria, che è stata la prima transgender eletta al Parlamento in uno Stato Europeo. Ci accoglie con una battuta: "Mi sembra che la Rowling sia immedesimata un po' troppo nel suo personaggio, il cattivo Voldemort. Il cattivo di Harry Potter teorizzava la purezza del sangue", poi però perde il sorriso quando ricorda che: "Chi usa parole di odio come quelle della Rowling, anche se lei dice che non è odio, nei confronti delle trans, contribuisce alla discriminazione e quindi all'emarginazione sociale". 

Vladimir, quindi per la Rowling esistono gli uomini e le donne. Le trans che chiedono di essere donne sarebbero un pericolo anche per se stesse. Che pensi? 

Ho trovato offensivo, egoistico e cinico, anche un po' squallido il contenuto di alcune sue frasi. Frasi basate se non sulla superiorità razziale di genere, sicuramente sulla superiorità biologica. Cioè, negare il diritto di essere donna alle persone transessuali, basandosi semplicemente su un fatto di corpo, su un fatto biologico.

Chi non ha le mestruazioni non può definirsi donna. Il polverone è partito da qui.

A parte che ci sono donne che non hanno le mestruazioni e non per questo devono smettere di sentirsi donne (chi soffre di amenorrea, ndr) L'essere umano è un agire tra corpo e mente. Non siamo solo corpo o carne, non siamo solo ciclo mestruale. Siamo fatte di tante cose. Ci sono persone che nascono biologicamente donne, hanno un seno che può allattare, hanno le mestruazioni ma non si sentono donne e diventano uomini. Si operano per questo. Il mio invito è di considerare non solo il corpo, ma anche l'anima e la percezione che queste persone hanno di sé.

Pesano di più queste parole se è una scrittrice simbolo, un riferimento per intere generazioni?

È brutto proprio che sia una donna che dovrebbe conoscere la discriminazione di genere, che dovrebbe essere dotata di sensibilità artistica, a diventare la portatrice e la portavoce di quella mentalità maschilista che ieri negava le donne e oggi nega le trans.

Successivamente, ha provato a mettere in relazione il suo pensiero sull’argomento con la storia violenta con suo marito. Cito testuale: "Se riusciste a entrare nella mia testa capireste cosa provo. Voglio che le donne trans siano al sicuro, ma quando apri le porte dei bagni a qualsiasi uomo che crede di essere una donna, è come aprire la porta a tutti gli uomini". Queste parole mi hanno ricordato un aneddoto che ti ha visto protagonista quando eri alla Camera dei Deputati. 

Ecco, queste parole mi fanno capire che J.K. Rowling non ha la minima idea di cosa voglia dire ‘identità di genere'. Sono dichiarazioni che partono dal presupposto di mettere una pezza e invece allargano uno strappo. Quando ero deputata fui protagonista di questo episodio sgradevole alla Camera dei Deputati dove Elisabetta Gardini mi urlò contro perché mi aveva visto al bagno delle donne. Episodio che si è risolto con una decisione favorevole a me con la decisione della Camera che ha ribadito il diritto delle persone di andare nei bagni in base alla propria identità di genere.

Si guarda alla transessualità ancora con cattiveria?

L'egoismo di certe persone, compresa la signora Rowling, non riesce a capire quali sono i problemi della quotidianità, qual è la nostra sensibilità. È tutto un arroccarsi su un dato meramente biologico. La stragrande maggioranza delle donne, direi quasi tutte, anche se non sono deputate come la Gardini o scrittrici come la Rowling, hanno quella sensibilità che generalmente non crea nessun problema.

Una posizione come la Rowling ha avuto di contro una forte reazione. Gli stessi suoi attori l'hanno contestata in tutto.

Sono reazioni importanti, sono sicuramente dei passi importanti.

E in Italia? Ne abbiamo fatto di passi avanti?

Piccoli passettini da geisha, mi viene da dire. Il semplice fatto di essere trans ci rende vulnerabili, non è una condizione che puoi nascondere agli occhi degli altri, soprattutto nella prima fase. I problemi ancora esistono, ma rispetto agli anni '70 dove eravamo considerati persone potenzialmente pericolose, qualche passo avanti è stato fatto.

La prossima settimana si voterà alla Camera dei Deputati il disegno di legge sulla omotransfobia. 

Mi auguro che diventi legge, mi auguro che possa spingere verso una maggiore considerazione delle persone transgender. Perché abbiamo ancora tanti problemi, soprattutto riguardo l'accesso al lavoro. E chi usa parole di odio come quelle della Rowling, anche se lei dice che non è odio, nei confronti delle trans, contribuisce alla discriminazione e quindi all'emarginazione sociale. Chi opera per il riconoscimento della dignità femminile di una trans e del suo diritto di far parte del tessuto sociale, di costruirsi una famiglia, sono coloro che fanno in modo che una trans possa avere una prospettiva diversa.