12 Settembre 2015
16:20

Vespa risponde alle polemiche per i Casamonica a Porta a Porta: “Mai visti prma”

Il conduttore di Porta a Porta risponde in una lettera pubblicata sulle colonne del Mattino di Napoli, alle polemiche scaturite dall’ospitata nella sua trasmissione dei parenti di Vittorio Casamonica: “l problema è di non fare interviste compiacenti e noi abbiamo girato ai Casamonica tutti gli addebiti mossi al loro congiunto”.
A cura di Andrea Parrella

Serafica e forse con qualche ora di ritardo, giunge a qualche giorno di distanza la risposta di Bruno Vespa in merito al mare di polemiche scaturito dall'ospitata a Porta a Porta dei parenti di Vittorio Casamonica, pochi giorni fa. Un'intervista naturalmente dedicata all'argomento che aveva acceso il dibattito politico e non solo durante il mese di agosto, ovvero i funerali in pompa magna del boss Casamonica. L'ospitata aveva generato un moto di indignazione sui social, finendo per invadere anche il campo della politica, con critiche arrivate a pioggia a criticare Vespa e la sua scelta, specie in correlazione alla programmazione del servizio pubblico.

Il conduttore ha risposto sulle colonne de Il Mattino al mare di polemiche, ribadendo quanto aveva detto anche in un'intervista rilasciata a La Stampa ieri, tentando di minimizzarne la portata e difendendo la sua scelta da un punto di vista giornalistico. Essenzialmente Vespa parte dai confronti, spesso retorici ma a volte assolutamente legittimi, relativi a quel solito confronto fatto tra la Rai ed altri esempi di servizio pubblico, su tutti quello della BBC, che lui invece contesta per alcuni errori gravi commessi di recente:

Il servizio pubblico per eccellenza nel mondo è la BBC: non ha pubblicità, vive di un canone altissimo, ha un deficit spaventoso e ha appena licenziato mille persone. La BBC fa in genere buoni programmi, ma il blasone e il fatto di vivere di solo canone (vincolo etico fortissimo) non le impediscono di fare cadute che da noi grazie al cielo non sono ancora capitate. A parte la pessima copertura delle recenti elezioni politiche, il Libro Nero comprende, tra l’altro, un popolare presentatore pedofilo conclamato, una affascinante giornalista che ne ha combinate di tutti i colori in un reportage hard su droga e sesso,una televendita di bambini da adottare, un noto ambientalista che ha macellato e cotto uno scoiattolo in diretta, un programma apertamente razzista, un documentario sull’orso polare nell’Artico girato in uno zoo. La BBC è un mito, ma anche i miti hanno i loro scheletri nell’armadio. In una televisione commerciale lo share è tutto.

E il termine di paragone è naturalmente la Rai, che invece è un servizio pubblico caratterizzato da un basso canone ma dalla presenza della pubblicità, che impone logiche differenti: "In un servizio pubblico che vive di canone (il più basso e il più evaso d’Europa) e di pubblicità, bisogna fare talvolta compromessi complicati. Un esempio per tutti: la televisione commerciale mette sotto contratto i protagonisti dei principali fatti di cronaca o – se stanno in prigione – i loro congiunti. Ci sono forti spese legali da pagare e li capisco. Noi non lo facciamo e dobbiamo rimontare questo handicap, quasi sempre con successo. Ma sbaglia chi sostiene che abbiamo invitato la figlia e un nipote di Vittorio Casamonica per fare ascolto. Li ho visti per la prima volta nello studio di «Porta a porta»: non sapevo se fossero o no mediaticamente efficaci, ma solo che erano incensurati, anche se la tv pubblica ha spesso ospitato persone con carichi pesanti". Bruno Vespa rivendica il suo lavoro, affermando di averlo svolto nella maniera più corretta: "Il problema è di non fare interviste compiacenti e noi abbiamo girato ai Casamonica tutti gli addebiti mossi al loro congiunto e quelli – molto più pesanti – al resto della grande famiglia". Poi chiude la lettera dicendosi dispiaciuto per gli attacchi giunti a suo danno, ma anche sorpreso e confortato dalle manifestazioni di solidarietà:

Vorrei che si capisse che una trasmissione che in vent' anni si è costruito un certo credito non se lo gioca per una frazione di share (il caso Bossetti tira più dei Casamonica, per esempio). Spiace che chi non ha battuto ciglio per la beatificazione televisiva di Massimo Ciancimino e di altri galantuomini ora si strappi le vesti. Ma le leggi della politica sono oscure. O troppo chiare

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