Si è fatta conoscere in televisione come la regina delle barzellette di La sai l'ultima? e dopo aver conquistato il pubblico con la sua verve ha recitato in diversi film e serie tv ("Buona giornata", "Caterina e le sue figlie", "L'onore e il rispetto"). Valentina Persia è intervenuta a Domenica Live nella puntata in onda il 20 settembre, non per parlare della sua carriera ma per affrontare un tema molto più delicato e intimo: la depressione post partum che l'ha colpita dopo la nascita dei suoi due gemelli Carlotta e Lorenzo, che ha avuto nel 2015 a 43 anni.

La nascita dei due gemelli

La Persia ha ammesso senza remore di non aver provato emozioni quando ha visto per la prima volta i suoi figli. Si tratta in realtà di una condizione comune a molte neomamme: "Ho provato disagio, ma c'è chi va anche oltre. Io pensavo di essere perfetta, ho sempre avuto l'istinto materno, avevo tanti nipoti e insegnavo alla materna. Ma quello che accade nel grembo materno non è calcolabile. Quando mi hanno messo i miei figli sulla pancia, ho cercato quella sensazione ma non tutte la avvertono". Valentina ha raccontato già in passato di aver persino compiuto gesti autolesionistici, come graffiarsi:

Questa cosa l'ho anche un po' accentuata, perché voglio far capire a tantissime donne che si sentono sole, a disagio, che tutto è fisiologico. Il bambino, all'inizio, non ti dà quella sensazione immediata dell'interagire. All'inizio è mangiare, dormire, cambiarlo, ecc. Può accadere che la tua mente entra in una fase di stallo. Ti dai delle colpe, pensi di essere sbagliata. Ci sono talmente tante donne non sanno che queste cose, invece, possono accadere.

Il consiglio alle mamme

"Si parla sempre solo del bello delle cose", ha continuato la Persia parlando della maternità nell'intento di far luce su un fenomeno troppo spesso sotto silenzio. L'amore istintivo per i figli può anche emergere in un secondo momento: "Alle donne dico: datevi tempo. Fate il "rodaggio", accelerate un po' alla volta. Non ascoltate i consigli esterni, anche della suocera o della mamma. Ai tempi loro si partoriva prima e c'era tutta la famiglia che ti dava una mano. Ho capito che sono stata una brava madre, ho inciampato ma chi è che non è inciampato una volta nella vita? Li ho cresciuti da sola. Quando si cade, è il momento in cui si vive di più, quando risali, capisci che questo è essere donna. Mi hanno aiutato la famiglia di una mia amica e la psicoterapeuta che mi ha detto: ‘Devi fidarti di me, tu non sei depressa sei solo stanca'".