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21 Ottobre 2021
12:11

Un posto al sole, il creatore Gianni Minoli: “Cambiare orario per Lucia Annunziata è un suicidio”

Il creatore della serie Gianni Minoli, direttore di Rai3 nel periodo in cui la soap opera aprì i battenti, ha espresso i suoi dubbi su un possibile cambio di orario di Un posto al sole: “È un suicidio per il servizio pubblico”. Sulla possibilità che si possa inserire un talk show con Lucia Annunziata: “Lei ormai è la padrona assoluta della rete”.
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Spostare Un posto al sole sarà "un suicidio per Viale Mazzini". A parlare – ai colleghi del quotidiano Il Mattino – è il creatore della serie Gianni Minoli, direttore di Rai3 nel periodo in cui la soap opera aprì i battenti, co-prodotta dalla società australiana "Grundy". A metà degli anni '90, l'ideatore di "Mixer" fu chiamato dai vertici aziendali per ideare una trasmissione che facesse da traino al Tg3. Gianni Minoli convocò una squadra di esperti, tra cui il direttore del Centro di Produzione Rai di Napoli del tempo, Francesco Pinto e si decise per "una sorta di Beautiful all'italiana". Sulla possibilità di cambiare orario a Un posto al sole per favorire un talk show con Lucia Annunziata: "Lei ormai è la padrona assoluta della rete, eppure il suo programma non registra gli ascolti di Un posto al sole. Non so qual è la giustificazione per questa decisione, sarebbe interessante conoscerla".

Cambiare orario a Un posto al sole è una follia

Una soap che, da 25 anni, è il vanto dell'Italia, una soap che piaceva anche a Umberto Agnelli: "Si congratulò con me". È per questo che lo storico giornalista oggi tuona:

Mi pare una follia, un suicidio. Come lo sarebbe contrarre Geo di Sveva Sagramola o addirittura il mitico Blob. Hai dei prodotti di valore, storici e made in Rai, che rendono tanto, e li metti in discussione? Mah, non so che dire.

Come è nata Un posto al sole

Nel 1996 lo scenario era in costante mutamento per la televisione italiana. L'allora direttore di Rai3 capì che il servizio pubblico avrebbe perso l'esclusiva di calcio e cinema, così: "Come oggi si fa con Don Matteo e Il commissario Montalbano, pensai che un prodotto nazionalpopolare con le caratteristiche di Un posto al sole sarebbe stato ideale per recuperare terreno e ascolti tra un pubblico orfano di una certa programmazione". Il resto è storia.

Umberto Agnelli si congratulò: La Fiat ha costruito a Pomigliano d'Arco la più moderna fabbrica di auto che esista al mondo, ma il modello di sviluppo per il Sud è il tuo con Un posto al sole, non il nostro. E dove la trovava, la Rai, una macchina da soldi che dopo 25 anni tutte le sere registra ancora ascolti da paura nel prime time? L'ho voluto fortemente e l'ho difeso sempre, anche dopo. Ha una colonia mostruosa di abitudinari che non concepiscono quell'orario senza la soap made in Naples. Tornano dal lavoro e si affacciano su palazzo Palladini, come un rito. Difficile riprendersi quegli ascolti anticipando la messa in onda, per non dire impossibile.

La reazione degli attori e dei fan

Sulla possibilità di un cambio orario, si sono espressi gli attori nel corso dell'appuntamento con la Regione Campania. Patrizio Rispo ha dichiarato: "Cambiare orario è una follia". Anche sui social network continuano le proteste. Le proteste degli insider della produzione: "È da tempo che ci vogliono fare fuori", hanno spiegato fonti a Fanpage.it. La palla, adesso, passa alla dirigenza della Rai, ma il mantra che arriva dal basso resta lo stesso: "Un posto al sole non deve cambiare orario".

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