12 Febbraio 2013
10:00

Tutti vogliono sapere i cachet di Sanremo 2013: solito moralismo all’italiana?

“I Corrieri della Sera” avevano scherzato sui cachet di Sanremo 2013, ipotizzando addirittura un compenso di 1 milione di euro per Fabio Fazio, e come tradizione vuole si era scatenata la polemica, il solito moralismo all’italiana. Nel frattempo tutti continuano a chiedersi: quali saranno i cachet del Festival di Sanremo 2013?
A cura di Fabio Giuffrida

sanremo 2013

E' la storia di ogni anno. Inizia Sanremo e fioccano le critiche: dal look dei conduttori alla scenografia troppo fredda, ai costi eccessivi che deve affrontare la Rai per un evento del genere agli ascolti che non soddisfano mai i criticoni professionisti, dalla scelta dei cantanti che fa pensare a loschi rapporti tra tv di stato e case discografiche, fino ai tanto famigerati compensi. Come da tradizione i compensi per il Festival di Sanremo 2013 sono piuttosto alti: d'altronde la Rai non è nuova a compensi milionari, tra gli ultimi ricorderete certamente quelli di Roberto Benigni e Adriano Celentano. Su di loro si sono scatenate ferocissime polemiche con il populismo che è diventato un cavallo di battaglia per alcuni volti noti: guadagnerebbero troppo alla faccia della crisi, un affronto ad un'Italia che non riesce a reggere la crisi economica, agli Italiani che ogni giorno perdono il posto di lavoro, che si suicidano, che non sanno più come sopravvivere. E' facile, come al solito, attaccare i politici e i vip, accusati di guadagnare troppo.

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto potrebbe essere i più pagati, come è giusto che sia, essendo i responsabili della kermesse musicale più amata d'Italia (per l'edizione 2013): i soliti conduttori di sinistra che guadagnano più di tutti gli altri, potrebbe sbottare qualcuno. Solito populismo, solite chiacchiere da bar. Una cosa è certa: la Rai ha sempre scommesso tutto sul Festival, ha sempre investito tanto e siamo certi che continuerà a farlo anche nei prossimi anni. Un evento, quello del Festival di Sanremo, come una delle occasioni migliori per la tv di stato di riempire le casse di Viale Mazzini, di fare il pienone di pubblicità grazie alla sua concessionaria pubblicitaria. E' l'occasione per l'Italia di avere visibilità in tutto il mondo, di condividere pensieri, parole e tanta buona musica. Una vetrina di lancio per giovani promesse dello spettacolo e una possibilità di riscatto per i big della musica italiana.

Adriano Celentano strapagato a Sanremo 2012 ad esempio ha deciso di devolvere il suo cachet in beneficenza. Dunque i soldi della Rai sono finiti in buone mani, hanno in qualche modo aiutato chi ne aveva davvero di bisogno: d'altronde personaggi in vista come Celentano non sono nuovi a queste iniziative lodevoli. "Che ho colpa ne ho io se mi è capitato di essere uno degli uomini più pagati d'Europa? Io ho provato a dire ‘datemi di meno', ma loro mi hanno detto che non era possibile, che avevo una quotazione di mercato e che, se mi avessero dato di meno, gli avrebbero arrestati" aveva dichiarato il Molleggiato a Servizio Pubblico parlando proprio della sua esperienza sanremese. E' il mercato dunque che lo impone: in altre parole pagarli di meno sarebbe stata come una "svalutazione", come una vendita "sottocosto", una sleale concorrenza. E poi taluni personaggi sono un po' come una garanzia per gli investitori pubblicitari: gli spazi destinati ai promo televisivi si vendono solo quando tra gli ospiti spiccano personaggi super amati e quotati. Dunque, che ben vengano i cachet stellari se possono essere in qualche modo compensati da altrettanti introiti pubblicitari.

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