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26 Febbraio 2013
13:06

Tutti contro Il Clan dei Camorristi, il sindaco di Aversa: “Chiederemo i danni”

Proseguono le polemiche su una fiction che sta attraendo sempre più accuse che glorie, adesso Giuseppe Sagliocco, sindaco di Aversa, è intenzionato a chiedere i danni di immagine alla produzione.
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Proseguono le polemiche su una fiction che sta attraendo sempre più accuse che glorie, adesso Giuseppe Sagliocco, sindaco di Aversa, è intenzionato a chiedere i danni di immagine alla produzione.

Le polemiche non accennano a placarsi intorno a Il clan dei camorristi, la fiction che questa sera andrà in onda con la quinta puntata su Canale 5. Il primo a puntare il dito contro la produzione Taodue fu Salvatore Ronghi, capogruppo al Senato per Grande Sud, "un oltraggio a Napoli", disse. "Ma la fiction è ambientata a Caserta", gli obiettarono in molti, anche tanti nostri lettori, ammonendogli che forse il suo sfogo era solo frutto di una trovata per cercare voti in campagna elettorale. Nei giorni seguenti la nostra testata raccolse i commenti a caldo di alcuni protagonisti della serie, oggi rileviamo che è la città giusta, Caserta; a muovere altre critiche e a riaccendere la polemica su una fiction che, a ben vedere la media di spettatori e di share e il cambio dal venerdì al martedì sera, sta guadagnando più accuse che onori.

La fiction ambientata nella (mica poi tanto) fantasiosa Castello di Aversa, tra gli oggetti di scena compare spesso il quotidiano L'Aversano, scene di violenza continue e, dopo cinque puntate, la città (reale) di Aversa passa come la terra di camorra per eccellenza. Se da un lato sarebbe da folli negare che il territorio agro-aversano sia stato dilaniato per anni dalle organizzazioni criminali casalesi, dall'altro è pur vero esiste una cittadinanza di lavoratori e lavoratrici, persone tranquille, vite normali, orgogliose di abitare nel proprio paese. Tra questi c'è Valerio Taglione, referente provinciale di Libera, tra quelli che si è battuto durante le riprese per fare in modo che la fiction non andasse in onda con il più esplicito Il clan dei Casalesi.

Quando la fiction era in ripresa riuscimmo a far cambiare il nome da Clan dei Casalesi a Clan dei Camorristi. Mi dispiace che Aversa sia accomunata alla camorra, ma queste affermazioni non hanno bisogno solo dello sdegno degli aversani, ma di risposte fatte di azioni concrete, azioni di riscatto come quelle che noi, come comitato, cerchiamo di fare aiutando questo territorio.

"Chiederemo i danni". Il sindaco di Aversa, Giuseppe Sagliocco,  è sul piede di guerra ed ha dichiarato di avere già dato incarico alla segreteria comunale di chiedere il sequestro del programma ed eventuali risarcimenti per il danno di immagine ricevuto.

Mettere in scena con quelle modalità l'ascesa dei Casalesi, rischia di enfatizzarle. Il nostro è un territorio sano, anche se il fenomeno esiste, e non possiamo piegarci alle generalizzazioni. Legalità e trasparenza tramutati in azioni. Aversa e l'Agro sono fatte da persone perbene, stiamo lentamente riprendendo il controllo del territorio

Dopo il travagliato caso di Gomorra 2 con il quartiere di Scampia in rivolta, anche la cittadinanza dell'agroaversano stigmatizza l'uso della propria terra solo per fiction che raccontano l'efferatezza e la violenza degli anni di Sandokan e del clan dei "casalesi". E si badi a distinguere bene l'omertà dal fastidio di un popolo. Perché in questo caso siamo in presenza del secondo elemento.

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