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Ma quale boom? “Il Trono di Spade” è in flessione perché non si guarda più la tv

Si parla di boom per “Il Trono di Spade”, ma pochi sottolineano la vera buona notizia: i dati di ascolto di chi ha guardato lo show davanti la tv in tempo reale sono in calo, così come i download illegali, mentre sono in aumento le visualizzazioni ‘on demand’ e da dispositivo. Siamo ormai prossimi alla definitiva morte del palinsesto e alla vittoria del prodotto “cucito su misura” e sull’esperienza personale di ogni utente.
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I dati di ascolto della première della sesta stagione de "Il Trono di Spade" sono stati pubblicati, sia quelli della contemporanea italiana di Sky Atlantic, sia quelli originali HBO. Se è innegabile il fatto che il ritorno delle avventure tratte dall'epopea fantasy di George R.R. Martin rappresentino un evento virale condiviso, atteso e voluto più di un figlio per una coppia di sposini, si fa presto a parlare di "boom di ascolti" e di record perché, soprattutto i dati americani, ci dicono che gli spettatori sintonizzati in tempo reale davanti alla tv sono in leggera flessione.

"Il Trono di Spade", i dati di ascolto reali

Se analizziamo i dati di ascolto negli Stati Uniti scopriamo che la prima puntata della sesta stagione è ancora un record di spettatori, ma solo se includiamo chi ha guardato lo show in streaming: 10.7 milioni di spettatori. Come Sky anche HBO, proprietaria dei diritti di distribuzione della serie, mette a disposizione dei suoi abbonati due servizi diversi per poter usufruire in mobilità e on demand dei contenuti a pacchetto, "HBO Now" e "HBO Go". Così di questi 10.7 milioni di spettatori totali che hanno superato il record precedente, ovvero 10.3 milioni di spettatori per il finale della quinta stagione, scopriamo solo 7.9 milioni hanno guardato la prima puntata in diretta davanti alla tv contro gli 8 milioni del 2015.

Che sono mai centomila spettatori in meno su un bacino totale di 10.7 milioni? Errato, perché lo è la prospettiva. I centomila non sono spariti, ma hanno preferito migrare su altri dispositivi e possibilità di visione messi a disposizione dal loro abbonamento. È la fruizione che cambia, non il gusto dello spettatore per quel determinato prodotto. E quindi cambia la percezione del mezzo, c'è finalmente una scelta, ormai chiara e palesata, una preferenza che ci indica la volontà da parte dell'utente di abbattere il palinsesto.

Anche i dati "pirata" sono in calo

E la vera buona notizia è che anche i dati delle visioni "piratate" del "Trono" sono in calo. È sempre stato lo show più visto attraverso streaming illegale, quest'anno il primo episodio non ha superato i suoi precedenti record. Perché è una buona notizia? Perché c'è un broadcast, HBO, che ha finalmente capito qual è la strada giusta per ingraziarsi lo spettatore/utente finale. E lo spettatore premia HBO e la produzione di GoT rifuggendo il mezzuccio dello streaming "pezzotto". Non male, no?

Boom anche in Italia?

Il debutto de "Il Trono di Spade" su Sky Atlantic ha portato 140mila spettatori ad aspettare le tre del mattino, tra domenica 24 e lunedì 25 aprile, per godersi la contemporanea USA. Numeri importanti che, comprensibilmente, non superano la media complessiva di 330mila spettatori. Vale a dire che 190mila spettatori hanno preferito aspettare il giorno dopo, o i successivi, per godersi la prima puntata del "Trono". Per avere una risposta esaustiva e capire se la tendenza americana sia confermata anche qui in Italia occorre attendere il 2 maggio, giorno in cui ci sarà la première ufficiale doppiata in italiano e in prima serata.

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