Dopo il grande successo de La Regina degli Scacchi, Netflix continua a esplorare i mondi "di nicchia" e i settori professionali con Tiny Pretty Things. Una serie young adult che, seppur ricca di cliché del genere, sta letteralmente spopolando in Italia come nel mondo, stabilmente in cima alla Top 10 della piattaforma di contenuti on demand. Chi ha già fatto binge-watching dei 10 episodi della serie tratta dall'omonimo romanzo di Charaipotra Sona e Dhonielle Clayton, edito in Italia da Mondadori, adesso vuole sapere se ci sarà una seconda stagione di Tiny Pretty Things: "La storia merita una seconda stagione perché ci sono dei punti che meritano ancora di essere approfonditi", ha dichiarato Anna Maiche che interpreta nella serie, il personaggio di Cassie Shore. Non c'è l'ufficialità, ma si può tranquillamente ipotizzare che la direzione della produzione è quella di una conferma che arriverà nelle prossime settimane.

La trama di Tiny Pretty Things

Lo skyline di Chicago, suggestivo e avvolgente, apre la serie tv. Subito dopo, sulla sporgenza di un tetto, c'è una ragazza che balla. È Cassie Shore (Anna Maiche) che, raggiunta da un corteggiatore incappucciato, prova a resistere alle sue avances finendo per inciampare all'indietro. Dopo l'incidente, Neveah Stroyer (Kylie Jefferson) – precedentemente scartata – è chiamata a prendere il suo posto presto la prestigiosa Archer School. Quando Neveah arriverà in accademia, dopo un lungo viaggio dalla California fino a Chicago, si renderà presto conto che non sarà facile conquistarsi un posto e che dietro la grande concorrenza che c'è, tra ballerini, ballerini ed insegnanti, può nascondersi una minaccia ben più grande. Ultimo dettaglio non trascurabile: Cassie Shore non è morta, ma è in coma. Sua, infatti, è la voce narrante.

Una serie ideale per fare binge watching

Se vi piacciono le serie tv "di settore", Tiny Pretty Things può fare al caso vostro. È un incontro a metà strada tra Black Swan e Pretty Little Liars. Ma se gli elementi in comune con il capolavoro di Darren Aronofsky sono ben pochi oltre alla danza, con Pretty Little Liars ci sono diversi punti di contatto soprattutto per quella struttura con cui i diversi personaggi gravitano tra loro. Segnaliamo nel cast, oltre alle due protagoniste citate, i ruoli di Brennan Clost e Barton Cowperthwaite, rispettivamente Shane McRae e Oren Lennox, due ballerini gay che hanno una relazione segreta, il cui secondo soffre di disturbi alimentari.