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The Walking Dead 3, la recensione dell’episodio finale

“E ne verranno fuori, quanti fecero il bene per una resurrezione di vita, quanti fecero il male per una resurrezione di condanna”. Il versetto di Giovanni lasciato da Rick al Governatore, è una delle chiavi principali per apprezzare e godere dell’ultimo episodio di The Walking Dead 3.
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ATTENZIONE: potrebbe contenere spoiler

Si è chiuso un ciclo, o quasi, con l'episodio finale di The Walking Dead 3. E mentre i fan, famelici come gli zombie che infestano il mondo della serie creata da Robert Kirkman, chiedono a gran voce quando inizi la quarta stagione della serie prodotta dalla Amc, c'è una parte di loro che ha voglia di rumoreggiare per quello che ha visto. Le sensazioni della rete, in poco più di dodici ore dalla trasmissione italiana dell'ultimo episodio, sono contrastanti. Non possiamo non tenere presente che le aspettative di quanti volessero adrenalina ed azione, sono state ampiamente esaudite. L'episodio parte con un carico di paura e terrore, con il Governatore (David Morrissey) che pesta il responsabile dell'incendio alla riserva degli zombie, destinata a Michonne. E, nell'inquadratura successiva, scopriamo si tratti di Milton (Dallas Roberts), come avevamo ampiamente immaginato durante la sequenza finale dell'episodio 14. Cattivo più che mai, questa la punizione del Governatore: uccidere Andrea (Laurie Holden), perché in questo nuovo mondo "o uccidi, o muori". Con un coltello in mano, Milton decide di attaccare il Governatore, mossa che si rivela quanto mai sbagliata. Questi lo accoltella a morte e lo lascia chiuso nella stessa stanza di Andrea, attendendo che diventi un "azzannatore". Perché in questo nuovo mondo, può avvenire anche il contrario: "muori e poi uccidi". 

Il versetto di Giovanni. "E ne verranno fuori, quanti fecero il bene per una resurrezione di vita, quanti fecero il male per una resurrezione di condanna". E' il messaggio che Rick (Andrew Lincoln) decide di lasciare al Governatore, mentre questi assalta la prigione apparentemente vuota. E' uno dei punti chiave di lettura, il bene contro il male, due finali completamente diversi ma, per adesso, lasciati in sospeso. Il contrattacco a sorpresa messo in atto dal gruppo della prigione, ha fatto in modo che la popolazione di Woodbury rinsavisse e ripiegasse in ritirata. La follia del Governatore si mostra nel suo punto più alto, trucidando barbaramente tutti gli innocenti che aveva, fino ad un momento prima, dichiarato di voler proteggere. Resterà da solo con Martinez (Jose Pablo Cantillo) e Paul (Roger Mitchell), increduli per quello che hanno appena visto. Di contro, il contrattacco di Rick e gli altri prosegue assaltando Woodbury, qui la presenza di Tyreese (Chad Coleman) di guardia e l'incontro del gruppo con Karen (Melissa Ponzio), unica sopravvissuta alla pazzia del Governatore, farà da mediazione. Tutto viene rivelato, le donne e i bambini di Woodbury accettano di passare dalla parte del Governatore, mentre il tragico finale si rivela: Andrea, rinchiusa nel gabbione, non è riuscita a respingere Milton, ormai trasformato in zombie, e viene morsa. Rick, Michonne (Danai Gurira), Tyreese e Daryl (Norman Reedus), non potranno far altro che lasciarle fare "quello che va fatto", morire con dignità, prima che possa trasformarsi.

Attese ripagate? Ni. Mentre chi vi scrive apprende che l'ultima puntata di The Walking Dead 3 ha fatto il pieno di ascolti, distanziando di ben 4 milioni di telespettatori la premiere de Il Trono di Spade 3, va detto che, nonostante in rete si rumoreggia molto, non ci poteva essere finale di stagione migliore per la serie. Tutto torna e, poco importa se la morte di Andrea sia potuta scaturire dall'influenza diretta dei fan che, nella prima parte di stagione, hanno subissato di feedback negativi la produzione. Robert Kirkman, il creatore dell'universo zombie fenomeno del momento, ha chiarito che lo sviluppo del destino di Andrea è avvenuto puntata dopo puntata e, mai e poi mai, i fan riusciranno ad influenzare il percorso narrativo della serie. Finalmente Rick è tornato ad essere il leader carismatico apprezzato tra la seconda metà della prima e la prima metà della seconda stagione, i miglioramenti erano evidenti già da due puntate. Bellissima la sequenza finale dove, dopo essere ritornato da Woodbury con tutta la cittadinanza lasciata in vita dal Governatore, alza gli occhi al cielo per scoprire se vede ancora sua moglie Lori (Sarah Wayne Callies). Non la trova, segno evidente che è finalmente guarito.

Il futuro di Carl. Un personaggio che ci saluta chiudendo anche lui un ciclo, è sicuramente il giovane Carl (Chandler Riggs). Il ragazzino, ormai quasi 14enne, ha freddato un ragazzo di Woodbury che stava consegnando il fucile, arrendendosi. Dirà al padre che lo ha fatto per evitare conseguenze spiacevoli: è ormai freddo, riesce a compiere decisioni difficili, con estrema facilità. Kirkman ha detto che per il suo personaggio, la produzione prevede grandi cose. Ce lo auguriamo e, se questo è l'inizio, non c'è che da aspettare. Lo scontro finale tra il Governatore e Rick sarà così rimandato alla quarta stagione, i fan più sfegatati volevano una risoluzione proprio nell'ultima puntata. Sarebbe stato troppo banale, i rapporti tra i due non sono stati ancora sviscerati completamente. E' giusto aspettare un The Walking Dead 4, il prossimo ottobre, per vedere il conflitto finale tra i due, magari non incentrare tutto lo scontro su un'unica stagione, piuttosto una midseason.

Per gli appassionati del fumetto, per chi segue i volumi in brossura editi da Saldapress, molto più avanti nel racconto rispetto all'edizione mensile in formato economico, già sa cosa aspettarsi nella quarta stagione. Non lo sveliamo, anche perché ce ne andremmo per supposizioni, ma siamo convinti che a partire dal prossimo febbraio, quando ci sarà la seconda parte di stagione, lo scenario cambierà ulteriormente.

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