Ci voleva Matteo Salvini per far tornare le Vrenzole in azione. Uno dei tormentoni più riusciti e amati dal pubblico dei videomaker napoletani, ritorna analizzando il recente fenomeno degli striscioni di dissenso contro il leader della Lega e Ministro dell'Interno con la solita chiave beffarda, ironica e dotata di una malinconia sincera, caratteristica luminosa degli ‘sciacalli' quando arriva il momento di schierarsi sugli argomenti di attualità. Ricordiamo che, per citare uno dei tanti, i due autori dello striscione “Questa Lega è una vergogna”, esposto su un balcone a Salerno e fatto rimuovere dalla Digos prima di un comizio di Matteo Salvini, rischiano da uno a due anni di carcere.

Il divertente sketch

Così, nel riuscito e collaudato sketch tra Ruzzo Simone e Ciro Priello, questa volta le due "Vrenzole" discutono amabilmente sulla libertà d'espressione. Mentre la ‘Vrenzola' Ciro espone con tranquillità la sua bandiera della pace sul balcone, regalo di sua figlia che "fa pendant con l'arredamento", l'altra ‘Vrenzola' Simone l'aggiorna sulle recenti difficoltà avute dalla "signora di fronte", che esponendo lo striscione "Restiamo umani" si è ritrovata le Forze dell'Ordine in casa che l'hanno invitata a rimuovere lo striscione. Da quel momento, è un exploit di Ciro Priello. Citando "Miseria e Nobiltà", il Ministro Salvini, mai menzionato, si becca nel monologo alla solita velocità un "Funicolare senza corrente".

Il video sul benaltrismo

Non è la prima volta che i videomaker napoletani cavalcano l'attualità con la loro arma più potente, l'ironia. Lo avevano già fatto anni fa con la critica agli spot "Barilla" e lo hanno fatto, più recentemente, con il video sull'accoglienza ai migranti in cui attaccavano il "benaltrismo". In quella occasione, protagonisti dello sketch, furono Ciro Priello, Gianluca Fru e Fabio Balsamo: “Perché rispondere a un problema con un altro problema non risolverà nessun problema” era il senso del filmato che, in 4 minuti, metteva in scena la classica commedia degli equivoci mentre i tre protagonisti cercavano di stabilire senza successo una serie di priorità su vicende come l'accoglienza ai migranti, i principi di uguaglianza e così via.