Tania Zamparo è intervenuta nella puntata di ‘Mattino Cinque‘ trasmessa giovedì 20 febbraio. Incoronata Miss Italia nel 2000, oggi ha 44 anni. Nel salottino di Federica Panicucci, è tornata con la mente alla sua adolescenza, quando si è ritrovata a dover lottare contro l'anoressia. Zamparo è ricorsa a uno specialista, ma secondo quanto racconta, determinante è stata la forza che ha trovato in se stessa.

L'incubo dell'anoressia iniziato quando aveva 17 anni

Per Tania Zamparo, l'incubo è iniziato quando aveva 17 anni. Tuttavia, ritiene che l'anoressia abbia un periodo di incubazione. Si insinua nella vita delle persone molto prima rispetto a quando si manifesta in modo evidente. Può iniziare con abitudini come il controllo delle calorie o con la diminuzione del cibo che si assume:

"Nel mio caso è iniziato verso i 17, 18 anni. Ma se vado a ritroso e penso alla mia storia, capisco che è iniziato molto prima. Chi mi ha aiutato? Mi sono aiutata da sola. Nel periodo adolescenziale, magari non si ha un rapporto idilliaco con i genitori. Sarebbero le prime persone a cui rivolgersi, ma mi rendo conto che non è facile perché è un periodo in cui si tenta di affrancarsi dai genitori. Io mi sono rivolta a uno specialista, ma mi sono resa conto che il percorso che mi proponeva era lunghissimo. È giusto, è corretto farlo se si ha il tempo, ma nell'immediato si deve cercare di stare bene".

Come è guarita dall'anoressia

Tania Zamparo, allora, ha spiegato come l'anoressia aveva condizionato la sua vita. Aveva perso talmente tanto peso da non riuscire ad alzarsi dal letto e da provare fatica a fare anche banali gesti quotidiani come una rampa di scale. Per uscirne, ha imparato a ritrovare la gioia in quelle piccole cose che spesso si danno per scontate:

"Non si deve arrivare a dimagrire talmente tanto da non riuscire ad alzarsi dal letto. Parlo per esperienza personale. Non riuscivo a fare una rampa di scale, non riuscivo a portare la cartella sulle spalle. Avevo perso la mia massa muscolare. Io dovevo stare bene nell'immediato. Lo specialista mi proponeva di andare a indagare motivazioni molto lontane nel tempo. È giustissimo, ma io avevo bisogno di stare bene. Sono ripartita dalle piccole gioie quotidiane. I piccoli motivi per cui vale la pena vivere questa vita. Bisogna perdonarsi, non chiedere a se stessi troppo o di essere perfetti, non avere paura del giudizio degli altri. Sembrano cose semplici, scontate, ma a quell'età non lo sono".