Avamposti. Si chiamano così gli insediamenti di frontiera, quelli dislocati nelle aree di confine dove il potere costituito si affievolisce e sfuma, lasciando il posto a zone d’ombra difficili da controllare. E avamposti, non a caso, si chiamano anche le stazioni dei carabinieri che si incuneano in quella linea di demarcazione che separa le periferie più disagiate, dalle città vive e fiorenti. Sono luoghi dove la società civile perde di significato, dove la criminalità organizzata trova terreno fertile per crescere e prosperare. In questi territori, l’unica istituzione dello Stato che riesce a mantenere saldamente il proprio ruolo sono proprio quei comandi dell’Arma, ai quali viene assegnato il compito quasi impossibile di tenere testa all’Antistato sia nella quotidianità, sia con le grandi operazioni anticrimine e antidrogra.

“Avamposti – Dispacci dal confine” sono anche le cinque puntate di una docu-serie che, a partire dal 2 settembre alle 21.20 sul Nove, il canale generalista di Discovery (e in anteprima su Dplay Plus dal 26 agosto) parla proprio di quelle stazioni dei carabinieri e di quegli uomini che quotidianamente, senza sosta, lavorano per tenere sotto controllo zone sconosciute e pericolose, governate da leggi proprie e basate su un sistema economico gestito dalla criminalità. Un’eterna lotta del Bene contro il Male, quella degli avamposti, raccontata attraverso testimonianze dei protagonisti, documenti, immagini, storie, e risultati raggiunti nelle cinque puntate, firmate da Claudio Camarca (già autore de “Lo Squadrone” e “Spaccio Capitale”) e realizzate da Clipper Media in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri.

Protagonista del primo episodio (già disponibile su Dplay Plus) è Napoli, il Rione Sanità, un quartiere dove la camorra vive, cresce e prospera, dove l’emarginazione sociale è altissima, dove manca il lavoro, dove le organizzazioni criminali governano il territorio al posto dello Stato spartendosi il controllo del traffico di droga, del racket, del contrabbando. Un quartiere che ha dato i natali a Totò, e nel quale, nonostante le grandi potenzialità derivanti dall’inestimabile tesoro storico-artistico del “rione sotterraneo” con le sue necropoli antiche, disoccupazione e sotto-occupazione sono la norma; una zona diventata terreno di scontro tra i clan, che per anni nei vicoli hanno combattuto – e continuano a combattere – le loro guerre intestine per conquistare il predominio.

In questo quartiere straziato, i carabinieri della compagnia Stella combattono quotidianamente la propria guerra contro la criminalità organizzata, tentando di individuare e di stroncare le attività di spaccio, cercando di porre un freno al racket delle merci contraffatte e di riprendersi faticosamente, metro dopo metro, il territorio. Posti di blocco, pattugliamenti, controlli, servizi in borghese, appostamenti, perquisizioni. E la strafottenza degli affiliati ai clan, che anche quando vengono fermati si sentono intoccabili, si credono al di sopra della legge. “Essere carabiniere alla Stella – racconta uno dei militari – è particolare. Si possono toccare con mano le difficoltà che hanno i cittadini in questi luoghi definiti ‘occupati dalla camorra’. E noi con il nostro lavoro diamo filo da torcere a chi delinque".

Ma il pericolo è che questo mondo sotterraneo fatto di disprezzo delle leggi, di soldi facili, di droga, di armi, di violenza, di potere, continui ad attrarre giovani del quartiere e ragazzini che si ispirano a questo modello di vita e che, quasi inconsapevolmente, si lasciano invischiare in una situazione più grande di loro. Storie di vita vera che si dipanano intrecciandosi con quelle dei carabinieri della Stella, e che vengono raccontate davanti alle telecamere di Avamposti: dal servizio antidroga all’operazione contro la contraffazione, dal ritrovamento di armi e munizioni della camorra all’intervento anti contrabbando. Storie di uomini che combattono al fronte giorno dopo giorno, notte dopo notte. Uomini che si contrappongono ai clan, rischiando la vita nel loro avamposto al Rione Sanità.

Così come ogni giorno, da Nord a Sud, rischiano la vita i carabinieri delle altre quattro realtà protagoniste delle successive puntate di “Avamposti – Dispacci dal confine”: Rogoredo, a Milano, dove i militari lottano contro le organizzazioni che gestiscono il business della droga nel “Bosco” la più grande piazza di spaccio a cielo aperto del nord Italia; Cerignola, nel Foggiano, una delle aree più violente del nostro Paese con omicidi, rapine e scontri a fuoco con le forze dell’ordine, dove i militari devono tenere testa a clan equipaggiati con armi da guerra, bazooka, mitragliatrici e lanciamissili. E poi nella Capitale tra i carabinieri del San Basilio, quartiere roccaforte dello spaccio sulla quale ha messo le mani la ‘ndrangheta che ha trasformato la zona in una terra di nessuno. E infine allo Zen, difficile e poverissimo quartiere di Palermo nel quale i militari della stazione San Filippo Neri combattono quotidianamente contro Cosa Nostra, che se nel resto d’Italia ha in parte dovuto cedere il proprio potere ad altre organizzazioni criminali, qui continua a regnare incontrastata.