La Corte di Madrid ha bloccato la fusione tra Mediaset e Mediaset España. Molti ricorderanno il progetto della società della famiglia Berlusconi di portare la sede legale dei gruppi di cui è proprietaria in Olanda per la costituzione della nuova holding MediaForEurope, un progetto che prevede il riassetto delle società in un unico gruppo, del quale farebbe parte anche la tedesca ProSiebenSat.1, di cui Mediaset detiene il 9.6%. Un progetto per il momento arenato, data la decisione del tribunale, a beneficio della soddisfazione di Vivendi, la società francese di Vincent Bolloré che ha una quota sostanziale di azioni Mediaset e si è opposta sin da subito alla decisione. Queste il commento di Vivendi:

Il giudice ha riconosciuto che il piano di fusione era stato imposto in modo abusivo da Mediaset e dal suo azionista di controllo Fininvest a svantaggio di tutti gli azionisti di minoranza. Il giudice ha anche riconosciuto che tale fusione non risponde ad una ragionevole necessità di business di Mediaset Espana”.

L'opposizione di Vivendi fa seguito a una avviata anche ad Amsterdam, con l'udienza fissata per il 16 ottobre, in cui i francesi chiedono di rivedere alcuni aspetti del progetto di fusione.

Intanto Mediaset, dal canto suo, non ci sta ad accantonare i suoi progetti e promette di non arrendersi, pubblicando una nota in cui annuncia che Vivendi non fermerà il progetto di espansione europea:

La sospensione cautelare della delibera dell’Assemblea degli Azionisti Mediaset España verrà immediatamente impugnata con la certezza che nell’appello di merito saranno riconosciuti i vantaggi strategici e operativi ottenibili solo attraverso un’aggregazione societaria guidata da un management unitario e coeso con una visione chiara delle priorità strategiche e del modello di business capace di creare valore per tutti gli azionisti. Ancora una volta la campagna mediatica e giudiziaria di Vivendi ha l’obiettivo di danneggiare gravemente tutti gli azionisti di Mediaset e ancora di più quelli di Mediaset España che avevano approvato in larga maggioranza il progetto in entrambi i paesi”.

Il progetto di fusione era stato annunciato mesi fa con parole entusiastiche da Piersilvio Berlusconi: "Un modo – aveva detto il presidente – per evitare i problemi di altre aziende italiane, come quelle del settore delle telecomunicazioni dove tutto continua a cambiare ogni due per tre".

Piersilvio Berlusconi ha ulteriormente approfondito le ragioni di questa scelta che potrebbe avere importanti conseguenze sulle sorti del gruppo editoriale: "Perché abbiamo trovato nuovo modello operativo e industriale che ci convince. Che porta vantaggi per tutti gli azionisti da subito". Il riferimento è a proiezioni che indicano un importante riduzione dei costi entro il 2023 e dividendi aziendali altrettanto consistente.