pubblicità twingo

Invece di andare avanti si va sempre più indietro. Il mondo dovrebbe progredire verso una visione della vita in cui non ci siano discriminazioni di nessun genere e invece, puntualmente, ci accorgiamo la situazione non è molto cambiata rispetto a 50 anni fa.

Da poche settimane è arrivata in tv una pubblicità molto ben fatta che ha l'obiettivo di promuovere la Twingo Miss Sixty, un auto dedicata alle donne. E sono proprio le donne le protagoniste della spot tv e che hanno determinato la censura del lancio della Renault: gli ammiccamenti lesbo presenti nella pubblicità non sono stati molto apprezzati.

Questo spot è stato realizzato da Publicis Italia e vede in scena due ragazze bellissime che si incontrano a un dopocena. Dopo un gioco di sguardi una delle ragazze va in camera da letto e l'altra la segue. Una si spoglia e l'altra la benda con le autoreggenti. E qui scatta il colpo di scena legato all'auto: mentre la donna è bendata, l'altra scappa rubandole una camicia rosa e si avvia verso la sua Twingo rosa della Renault.

Quelli di Publicis Italia dicono che lo spost "è tutto basato sul concetto del gioco, del desiderio e del fraintendimento", e sono felici di tanto clamore.

La campagna avrà un seguito anche sulla carta stampata con protagonista Belen Rodriguez.

Aldo Biasi, creativo, dice: "Sembra quasi che la visibilita' sia l'unico contenuto possibile nella comunicazione pubblicitaria di oggi. Usare il gaysmo come strumento di notorieta' e' una storia antica che non dovrebbe piu' far notizia. Se gli Stati Uniti hanno premiato con l'Oscar la storia di due gay, l'Italia si dimostra retrograda e provinciale nel censurare questo spot".

Lorenzo Marini, direttore creativo e presidente di Lorenzo Marini & Associati, spiega: "In Italia si parla sempre e solo di sesso e ogni volta si levano inutili scudi di proteste da parte dei soliti moralisti che nutrono i soliti pregiudizi nei confronti della pubblicita'. Questa volta poi, trovo ingiusto puntare il dito contro un episodio di presunta omosessualita' femminile, poiche' in fin dei conti penso che dovrebbe avere la stessa comprensione di quella maschile di cui si parla sempre tanto".

Beh siamo convinti che se le stesse scene avessero avuto come protagonisti un uomo e una donna, non ci sarebbero stati problemi.

https://www.youtube.com/watch?v=qfmrw9knrcs