Per ragioni che appaiono misteriose, la televisione italiana sembra non riuscire a fare a meno di Fabrizio Corona. Non è bastato il terremoto sollevato all'Isola dei Famosi dal suo videomessaggio contro Riccardo Fogli, che ha suscitato polemiche e fatto rotolare teste (del capoprogetto e di alcuni autori, tra cui qualche amico intimo di Corona), in uno scandalo senza precedenti che potrebbe portare addirittura alla cancellazione del programma dall'anno prossimo. Incurante della pessima figura portata a casa lo scorso 4 marzo, Mediaset ha riproposto il controverso personaggio in un altro programma in prima serata, per lanciare col botto la puntata d'esordio di "Live – Non è la D'Urso". La conduttrice Barbara D'Urso si è così piegata alle ragioni dell'Auditel, mettendo da parte la storica rivalità con il nemico che per anni ha rifiutato di nominare nei suoi programmi.

Le scuse alla D'Urso come prezzo per il ritorno in tv

Come i ben informati ricordano, la D'Urso è stata a lungo infuriata con Corona, per via di un vecchio scandalo che infamò suo figlio Emanuele. La guerra a distanza è andata avanti sino a tempi recentissimi. Ora, improvvisamente, la riappacificazione in diretta televisiva. Fabrizio ha chiesto perdono e la conduttrice ha accettato le scuse cancellando con un colpo di spugna anni di astio e battaglie in tribunale. L'altra "conditio sine qua non" per l'accettazione di Corona a "Live – Non è la D'Urso" è stato il divieto assoluto di affrontare il caso Fogli, cui è stato fatto solo un breve accenno, per preciso ordine di Mediaset. Poi, la bizzarra interruzione dell'intervista, resa necessaria dall'obbligo per Corona di rientrare a casa per le 23, su ordine del tribunale: l'imprenditore ha così lasciato lo studio e si è ricollegato più tardi con il programma dalla sua abitazione.

Va in scena l'ego smisurato di Corona

Nel corso del videocollegamento, Fabrizio si è confrontato con cinque personaggi (Alessandro Sallusti, Mauro Coruzzi, Antonella Boralevi, Enrica Bonaccorti e Alessandro Cecchi Paone), che hanno analizzato in modo critico il suo percorso. Ed è a questo punto che è andato in onda l'ennesimo "Corona show": non dai suoi social o da una conferenza stampa, ma direttamente da uno dei nuovi programmi di punta di Canale 5. Questi i punti salenti: "Io vengo seguito da tante persone e influenzo tante persone. Ritengo di essere una persona eccezionale, speciale. Ho un'azienda di 20 persone. Io famoso grazie a Belen? Belen era una sconosciuta quando stava con me. Io ho talento, genialità. Ritengo di essere superiore nel mio campo rispetto a quello che mio padre (il giornalista Vittorio Corona, ndr) ha fatto nel suo. Sono un pezzo della storia di questo Paese. Sono un esempio per i giovani. Alcune donne hanno negato di essere state con me? All'appello ne mancano circa 500. Se mi posso fare un complimento, penso di essere diventato veramente un ottimo padre". Mentre il pubblico da casa ha bocciato la partecipazione, sia attraverso Twitter che con il voto sul sito del programma, la domanda sorge spontanea: che senso ha dare spazio alla retorica e ai deliri d'onnipotenza di un personaggio che sembra portare più danni che benefici alla televisione?