Sumaya Abdel Qader, esponente della comunità femminile musulmana in Italia e consulente alla sceneggiatura di SKAM Italia 4, ha risposto in merito al ritorno di Silvia Romano in Italia e alla sua libera conversione all'Islam, sottolineando come la libertà di scelta della ragazza dovrebbe essere comunque tutelata, sebbene le critiche derivati dai dubbi sulla spontaneità del gesto abbiano, a suo parere, il loro fondamento.

Silvia Romano. libera scelta o costrizione?

Al netto del fatto che i dubbi, a suo dire, sarebbero legittimi e un lavaggio del cervello da parte dei suoi rapitori sarebbe plausibile ipotizzarlo, perché Silvia di certo "non ha letto il Corano alle Hawaii", Sumaya Abdel Qader ritiene che lei rappresenti il volto di tutte le donne che osano andare contro l'opinione della maggioranza e che tendano ad abbracciare scelte fuori dal comune:

Sicuramente c’è un dibattito attorno alla questione sulla libertà di scelta. Questo si pone nei confronti di Silvia Romano, ma di qualsiasi altra donna che fa delle scelte che non corrispondono alle opinioni della maggioranza. Sana fa una scelta di essere musulmana praticante e di indossare il velo, cercando di trovare poi dei compromessi con il contesto che la circonda. Per quanto riguarda Silvia Romano lei dice di aver fatto una scelta. Chi siamo noi per giudicare se è vero o non è vero o se l'ha fatto liberamente o meno. Certo, il dubbio è legittimo perché non ha letto il Corano alle Hawaii. È stata rapita dai criminali e quindi il dubbio sul lavaggio del cervello è legittimo. Non va bene però finire nell’intolleranza e nella violenza, dovevamo soltanto accoglierla e non trasformare il suo ritorno nel giorno del giudizio.

La storia di Sana e quella di Silvia Romano

Durante l'incontro in streaming per la presentazione della serie SKAM Italia 4, che dal 15 maggio sarà disponibile su Tim Vision e Netflix, c'è stato un inevitabile ponte con la storia della protagonista di questa quarta stagione, ovvero la giovane musulmana Sana, che si troverà a vivere una terra di mezzo per tutti i 10 nuovi episodi. Una terra di mezzo fatta di culture a confronto e non esenti a collisione, soprattutto perché le apparenti restrizioni della fede islamica, a cui Sana sente di appartenere con tutta se stessa, in realtà sono soggette alla libera interpretazione dei suoi coetanei, che spesso restano vittime di vere e proprie distorsioni interpretative. Sumaya Abdel Qader ha aggiunto:

Il ruolo della donna in questa stagione emerge in tutta la sua pluralità e sfaccettature, insieme a molti dubbi rispetto a un'interpretazione precisa dell'Islam. L’Islam è un concetto astratto, che diventa reale nel come viene vissuto dalle persone. Dove c’è costrizione non c’è fede. Anche Sana cercherà di trovare la sua strada e mi permetto di dissentire rispetto alla mancata emancipazione delle donne musulmane rispetto a quelle occidentali.

Il regista Ludovico Bessegato su Silvia Romano

C'è stato infine modo di parlare anche con il regista e sceneggiatore Ludovico Bessegato che, a proposito di Silvia Romano, ha chiuso il cerchio esprimendo il suo pensiero sugli attacchi beceri e pressapochisti  che hanno travolto la ragazza al suo rientro in Italia, dopo quasi due anni di prigionia:

Spero, anzi sono sicuro,  che il pubblico di Skam non si faccia condizionare dai toni sgradevoli che si stanno usando con Silvia Romano. Spero che Skam Italia 4 permetta a più persone possibili di approfondire che oltre all’Islam che ci raccontano i giornali e le cronache esistano tante forme di vivere la libertà di religione. Noi non sappiamo cosa pensa Silvia Romano, ma se anche ci fosse dietro la sua conversione la peggiore delle ipotesi possibile non si può condannare una fede che nel mondo conta 2 miliardi di persone. Comunque non credo che le persone che abbiano insultato Silvia Romano e che la pensano in quel modo riguardo l’Islam vedano Skam Italia.