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Simona Ventura sulla morte di Galeazzi: “Non me l’aspettavo, quando l’ho sentito era in ripresa”

Simona Ventura ricorda Giampiero Galeazzi su Fanpage.it. La conduttrice ritiene che con il giornalista sportivo sia morto “l’ultimo rappresentante di un calcio romantico”.
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A cura di Daniela Seclì
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Simona Ventura ha ricordato Giampiero Galeazzi su Fanpage.it. Il giornalista sportivo è morto a 75 anni. La conduttrice lo ha conosciuto nel 1987 e poi ha lavorato al suo fianco in programmi molto amati come Quelli che il calcio. Ritiene che con lui se ne sia andato "l'ultimo rappresentante di un calcio romantico":

"L'ho conosciuto nel 1987, io ero una giovane giornalista sportiva, lui già super blasonato e famoso inviato di calcio, ma non è mai mancato un consiglio, un racconto. Veramente una persona speciale. Con lui muore l'ultimo rappresentante di quel calcio romantico degli anni '80 e '90 che ci vedeva primeggiare nel mondo e in Europa. Il calcio adesso è un'altra cosa. Ho nella mente la sua grande simpatia, la sua generosità. È sempre stato una persona speciale".

Eravate rimasti in contatto in questi anni?

Sì. L'ho sentito l'ultima volta quest'estate, quando ha fatto un'intervista con il mio compagno Giovanni Terzi. Lì ci siamo sentiti attraverso la figlia Susanna, che saluto e che abbraccio. Però, ci siamo sempre sentiti, lui mi chiamava per darmi consigli, per dirmi cosa pensava di questo o di quello, per ricordare quanto era bello il periodo di Quelli che il calcio. Almeno due, tre volte l'anno, ci sentivamo.

Quando vi siete sentiti questa estate, immaginava che la situazione sarebbe precipitata nel giro di pochi mesi?

No, devo dire di no. Era in ospedale per dei controlli ma sua figlia mi disse che era in ripresa ed ero molto contenta per questo.

Pensa di rendergli omaggio nella prossima puntata di Citofonare Rai2?

Sì, lo ricorderemo. Ci sono mille cose che potrei dire di Giampiero, era un inviato credibile, autorevole, divertente. Era veramente un giornalista dalla faccia simpatica, lui era l'ultimo rappresentante di quel calcio dal volto umano che non esiste più e che ci manca tanto. Gli spogliatoi con lui erano divertenti, adesso sono dei bunker. Sarà dura senza di lui.

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