A due giorni dalla messa in onda di "Io Sono Mia", il film per la tv di enorme successo dedicato a Mia Martini, una domanda continua a imperare: per quale ragione Renato Zero e Ivano Fossati non hanno concesso la liberatoria per essere citati nell'ambito dell'operazione? I due artisti erano legati in modo diverso ma ugualmente significativo alla cantante morta nel 1995: l'artista romano aveva una grande amicizia con Mia Martini, che invece ebbe con Fossati un lungo rapporto sentimentale.

Il commento di Serena Rossi

Anche Serena Rossi, protagonista del film, ha detto la sua su questa decisione presa dai due in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, rilasciando una dichiarazione piuttosto pesante sul no di Ivano Fossati:

Ci sono rimasta molto male per lei. Poi però mi sono data una spiegazione romantica: voglio credere sia stato tutto un atto d’amore di Mimì, che abbia scelto lei che facesse parte del suo film solo chi le voleva veramente bene.

E aggiunge di non c'è stato modo alcuno di convincere il cantautore genovese: "Non ho parlato né con lui e nemmeno con Renato Zero, che pure non ha voluto far parte del racconto. Sarebbe stato bello se le cose fossero andate diversamente, ma fa niente, sono andata avanti e ora mi godo quello che sta accadendo".

I personaggi di Io sono Mia ispirati a Renato Zero e Ivano Fossati

Sulle motivazioni del no di Zero e Fossati ad essere citati nel film resta un grande alone di mistero, ma trattandosi di due figure fondamentali per la vita di Mia Martini, il film non ha potuto fare a meno di due personaggi immaginari che fossero in grado di evocarli. Da una parte Anthony, che le giovani Mia e Loredana conoscono a Roma nei primi anni in capitale, quando sono alla ricerca di una possibilità per sfondare nel mondo della musica. Dall'altra Andrea, fotografo che intrattiene con Mia una lunga relazione, finita idealmente nel momento in cui lei si esibisce a Sanremo '82 con "E non finisce mica il cielo", scritta proprio da Ivano Fossati.