20 Dicembre 2012
05:07

Sanremo slitterà, parola di Leone. E Fazio fa lo gnorri

Quasi certe le elezioni al 24 febbraio. Il conduttore interpreta ingenuamente la data come una possibilità perché Sanremo si celebri regolarmente dal 12 al 16. Non capisce che il festival prima delle elezioni dà fastidio: Leone glielo dice elegantemente con un tweet.
A cura di Andrea Parrella

Politica e Tv coinvolte in un inesorabile intreccio. Sappiamo da giorni quanto le prossime vicende elettorali peseranno sull'evento televisivo più importante dello stivale, il Festival di Sanremo (questo per quanto più che altro il festival peserebbe sulle vicende politiche, a causa della faziosità dei suoi conduttori). Fabio Fazio aveva provato a scongiurare lo slittamento della kermesse tramite Twitter nella giornata di ieri, facendoci credere che il festival alla fine potesse regolarmente andare in onda dal 12 al 16 di febbraio, scongiurando così la nefasta possibilità dello spostamento. Lui stesso, con ironia, aveva detto che il festival rischiava d'esser spostato così tanto da rimanere ben saldo dov'era.

Si vota il 24 febbraio – Quando è giunta la notizia della dichiarazione del ministro Cancellieri, secondo la quale ci fosse una convergenza di intenti nel programmare il voto per il 24 febbraio, il conduttore del prossimo Festival ha quindi ingenuamente presunto che non ci fosse pericolo di accavallamento tra Sanremo e le elezioni politiche ed ha quasi gioito all'idea di non doversi prodigare in gincane immense per spostare il tutto. E' stato proprio qui, oramai in tarda serata, che Giancarlo Leone, incaricato del ruolo di direttore della prima rete a partire da gennaio e consueto interlocutore su Twitter di Fazio negli ultimi giorni, ha destabilizzato nuovamente la situazione, spegnendo gli entusiasmi e facendo capire che se il festival si sposta, lo si fa perché esso si tenga dopo le elezioni, e non "più prima di quanto già prima fosse".

Fazio e Leone non si intendono? – Insomma, pare assurdo ci sia qualcuno che non abbia ancora intuito l'antifona: più che il rischio di ingolfamento, negli ultimi giorni a precedere le elezioni, tra i contenuti politici finalizzati alla campagna elettorale e Sanremo, si vuole evitare categoricamente la commistione dei due elementi, per la faziosità di cui i conduttori sono stati accusati la settimana scorsa. In sostanza, ad ora, con la data del 24 febbraio, non ci sarebbe speranza alcuna che il Festival si possa tenere prima di martedì 26. E pare che a non capirne i motivi sia solo il conduttore, che probabilmente fa il finto tonto, o meglio, giustamente, non riesce a discostarsi dall'idea che Sanremo possa essere condizionato dalle elezioni, e soprattutto viceversa. Forse Giancarlo Leone la pensa allo stesso modo, ma spetta a lui la responsabilità di far rispettare la "ragion di stato" e chiarisce tutto, elegantemente, a forza di tweet.

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