Il Festival di Sanremo continua ad essere al centro del dibattito in relazione alla presenza del pubblico all'Ariston. La crisi che si è aperta dopo le affermazioni del ministro Dario Franceschini, che ha azzerato ogni possibilità di presenza del pubblico in sala, vista la situazione epidemiologica decisamente complessa e soprattuttola connotazione catastale dell'Ariston, che in quanto teatro è equiparabile a qualsiasi struttura chiusa in virtù del DPCM in vigore.

L'uscita di Franceschini ha provocato un terremoto in Rai, con Amadeus che avrebbe minacciato le sue dimissioni da direttore artistico e conduttore nel caso non fosse possibile avere all'Ariston anche solo dei figuranti. Ad esprimersi in merito è stato Matteo Bassetti, infettivologo dell'ospedale S. Martino di Genova, volto molto presente in Tv negli ultimi mesi. Ospite di Un Giorno da Pecora, il programma di Rai Radio1, Bassetti ha proposto:

Perché non mettere nel teatro Ariston solo le persone vaccinate? Al due di marzo avremo un milione e mezzo di sanitari vaccinati, li premiamo per quello che hanno fatto nel 2020, ne prendiamo 2/300 e mandiamo dentro chi è già vaccinato.

Intanto l'ultima parola sul pubblico a Sanremo spetta al Comitato Tecnico Scientifico, chiamato a decidere proprio in queste ore. Nel corso della conferenza stampa al ministero della Salute del 29 gennaio si è espresso anche Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità:

Sul festival di Sanremo "il Cts sta istruendo la pratica. Guarderà a tutti gli aspetti, poi si esprimerà.

Si cerca, quindi, un escamotage per poter portare a compimento una 71a edizione di un Festival che, al momento, deve combattere con non pochi ostacoli, tra cui i Dpcm che cambieranno il prossimo 15 febbraio, e tenere insieme le diverse istanze: dal direttore artistico e Fiorello che ritengono indispensabile la presenza del pubblico, a quelle di chi ritiene che sarebbe oltraggioso, nei confronti dei teatri chiusi, mandare in onda un programma con il pubblico in sala.