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Ruffini sullo scherzo di Matano: “Si vergogni chi fa del male, non chi ha paura”

Paolo Ruffini risponde alle critiche dalle quali è stato investito dopo la messa in onda dello scherzo ai suoi danni realizzato da “Le Iene presentano Scherzi a parte”. “Ho paura dei ladri e del buio, vado fuori di me” dice a mo’ di giustificazione.
A cura di Stefania Rocco
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Dipendesse da Ruffini, lascerebbe la moglie alle prese con i jihadisti mentre lui continua a giocare a Ruzzle sotto le coperte”. Questa è solo una delle critiche che ha investito paolo Ruffini all’indomani della messa in onda dello scherzo realizzato ai suoi anni da “Le Iene presentano Scherzi a parte”. Il noto conduttore di Colorado non si è dimostrato essere propriamente un cuor di leone, reagendo con terrore alla possibilità che dei ladri fossero entrati in casa sua e manifestando al contempo la sua paura del buio. Come sempre accade in questi casi, gli autori dello scherzo hanno puntato proprio sulle paure della vittima di turno, un personaggio studiato a fondo prima di realizzare uno scherzo cucito sulla sua pelle e su quei timori apparentemente invincibili dai quali la vittima è afflitta. Lo scherzo a Paolo è stato il più twittato della serata, ma anche il più criticato.

Le critiche a Ruffini: “Bravo a mandare avanti a moglie!”

A Ruffini è stato imputato il poco coraggio dimostrato soprattutto in virtù della decisione di mandare la moglie in avanscoperta, nel caso dei ladri fossero davvero entrati in casa. Il noto conduttore ha pubblicato un lungo post sul suo blog volto a spiegare lo stato d’animo che lo governava nel momento in cui lo scherzo è stato realizzato, e ha provato a far luce anche sulle paure che da sempre lo attanagliano, le stesse sulle quali Frank Matano ha puntato con successo:

Volevo ringraziare il mio amico Frank Matano e Claudia che mi ha fatto cacare sotto dalla paura e mi ha fatto fare questa figura abbastanza di mer***a, e complimentarmi con Le Iene perché hanno fatto veramente una grande cosa. Lo scherzo è davvero grandioso, e ci sono cascato alla grande. In effetti io soffro di harpaxofobia, e di acluofobia. E l’intelligenza degli autori, come quella di chi sa fare davvero gli scherzi, è di colpirti sui tuoi nervi più scoperti. Ho paura dei ladri (quando ero piccino, nel lettino mio, di notte, ne vidi uno) e paura del buio. Vado proprio fuori di me e non capisco più niente. Ci sono tante persone che soffrono di paure simili o anche più complesse e invalidanti. Ebbene, spero che questo scherzo possa essere utile almeno a una cosa: non bisogna mai vergognarsi di avere paura. Si deve vergognare chi fa del male, o chi è in malafede, ma non chi ha paura. È la nostra sensibilità che si esprime, è la nostra anima a nudo. Insomma: non bisogna aver paura di dire che si ha paura. Quella sarebbe la prima mancanza di coraggio. La paura parla di noi, della nostra personalità, del nostro percorso. E dedico un abbraccio a tutti coloro che convivono e lottano quotidianamente con la paura, con l’ansia, col panico. Non sentitevi soli. Probabilmente sentite che nessuno può capirvi, ma non è così. Probabilmente avrete intorno persone che vi dicono che non avete niente, ma non è così. Probabilmente la paura di quello che può accadervi vi fa soffrire di più dell’evento stesso per il quale avete paura. Ci sono percorsi psicologici e terapeutici che possono aiutarci molto. Personalmente ho capito che il buio non esiste, se negli occhi hai la luce. Basta solo accorgersene e accenderla. Si può prendere la paura a braccetto, senza aggredirla, e spegnerla lentamente. Ci vuole positività e ottimismo… Coraggio!

Bravo Ruffini che è riuscito a trasformare uno scherzo dai risvolti clamorosi in un invito esteso a quanti condividono con lui paure invalidanti. Paolo ha deciso di curarsi e ha vinto i suoi demoni. Il suo esempio insegna che tutti possono fare altrettanto, con il necessario supporto e la voglia concreta di migliorarsi.

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