Come c'era da attendersi, "Rosy Abate – La serie", spin off di "Squadra Antimafia" che ha visto tornare sul piccolo schermo l'antieroina interpretata da Giulia Michelini, è il grande successo della stagione Mediaset in un settore (quello della fiction) in cui il Biscione solitamente fatica a replicare gli ascolti delle produzioni Rai. Ecco perché possiamo già dire che la seconda stagione della serie di Canale 5 ci sarà sicuramente. A confermarlo ci pensa il produttore Pietro Valsecchi, a capo di Taodue, in un'intervista a Tv Sorrisi e Canzoni. "Rosy Abate 2"  è in fase di scrittura e sarà probabilmente in onda nell'autunno 2018.

Il successo di "Rosy Abate"

Qual è il segreto del successo della serie? Secondo Valsecchi, l'alto indice di ascolti (4,6 milioni di spettatori nella terza puntata) si deve soprattutto alla sua protagonista "Giulia Michelini, al suo talento e alla sua interpretazione spettacolare". Impossibile, ormai, non accostare l'attrice a questo personaggio.

E pensare che la cosa più difficile è stata proprio convincerla a recitare ancora in questo ruolo. All’inizio era titubante, ma poi come tutti noi ha capito che Rosy, con la sua umanità, la sua forza ma anche la sua fragilità, è un personaggio che ha ancora molto da dare. E infatti la storia non si conclude qui: stiamo già scrivendo la prossima stagione.

La rivincita delle donne nella fiction, secondo Valsecchi.

In una lunga nota stampa, Valsecchi ha inoltre descritto il personaggio della Abate come rivoluzionario nel campo della spesso ripetitiva fiction italiana. L'impressione è che, finché gli ascolti sorrideranno alla serie, la messa in onda durerà per diverse stagioni (non dimentichiamo che "Squadra antimafia" è stata trasmessa per ben 8 annate, dal 2009 al 2016). La nuova puntata, la numero 4, andrà in onda domenica 3 dicembre: qui le anticipazioni.

Lo straordinario successo di pubblico, in tv su Canale 5 e sui social, di ‘Rosy Abate la serie’ ha proiettato il personaggio già protagonista di Squadra Antimafia nell’empireo delle figure mitiche della fiction italiana, accanto al commissario Cattani o a Montalbano. Ma a rendere unico questo fenomeno non è solo l’indubbia popolarità e affetto da parte degli spettatori, ma una serie di ulteriori elementi totalmente nuovi nell’immaginario creato dalla serialità italiana (…) Un’eroina totalmente nuova per le serie italiane abituate a imbrigliare le donne in ruoli stereotipati, in cui di solito risaltano come qualità dominanti il fascino o le relazioni sentimental/famigliari. Rosy al contrario è dura, determinata, capace di comandare sugli uomini, e anche, drammaticamente, di uccidere: una donna controversa, mafiosa e insieme madre, vendicativa ma con un senso di giustizia viscerale”.  Il personaggio di Rosy Abate sancisce, in un certo senso la rivincita delle donne: “Rosy Abate rompe quindi lo schema classico dell’eroe della fiction italiana, maschio e sempre dalla parte giusta, e riesce a farlo in un panorama televisivo completamente cambiato rispetto a quello i cui si sono affermati i Cattani e i Montalbano, un panorama multi canale e multi piattaforma dove affermarsi nell’immaginario collettivo è impresa sempre più ardua.