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12 Gennaio 2021
10:17

Rosario e Beppe Fiorello ricordano il padre Nicola, il commovente omaggio: “Morto in auto da solo”

Nel corso dello spettacolo “Penso che un sogno così”, Rosario e Beppe Fiorello hanno reso omaggio al padre, morto improvvisamente nel 1990. Un vero e proprio pilastro per la loro famiglia. Il delicato ricordo, accompagnato dalle note della canzone Tu sì ‘na cosa grande, è stato particolarmente intenso ed emozionante.
A cura di Daniela Seclì
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Nel corso dello spettacolo ‘Penso che un sogno così‘, trasmesso da Rai1 lunedì 11 gennaio, Beppe Fiorello e il fratello Rosario hanno ricordato il padre Nicola. L'uomo è morto nel 1990, lasciando un vuoto immenso nella vita dei suoi figli. Beppe Fiorello lo ha descritto come un uomo allegro, in grado di risollevare il morale a tutta la famiglia nei momenti più duri:

"Mio padre era sempre un tipo molto allegro, aperto, positivo, un altruista. Solo che mia madre tutto questo non l'aveva inquadrato molto bene. Due caratteri diversi. Mia madre non amava avere gente per casa, mio padre invitava sconosciuti a cena. Era fatto così. Se qualcuno di noi era triste, lui cantava. Se avevo paura del buio, mi abbracciava forte, forte con quelle sue mani caldissime".

La morte nel giorno di Carnevale

Carnevale era la festa che Nicola preferiva. E anche nel 1990, come era consuetudine, organizzò una festa da ballo per ritrovare amici e parenti: "Mentre ballava con mia madre, distribuiva baci e saluti a tutti, anche a qualche bella signorina ma sempre con garbo. Mia madre non era gelosa, non ne aveva motivo. Ad un tratto le disse: ‘Amore mio, vado in macchina, prendo le sigarette e torno‘". Purtroppo, quella è stata l'ultima volta che la signora Rosaria ha parlato con suo marito. Nicola è stato ritrovato morto nella sua auto.

Rosario Fiorello indossa la divisa della Guardia di Finanza

Beppe Fiorello ha raccontato come andarono i fatti. L'uomo ebbe un malore mentre si trovava in auto e purtroppo si è rivelato fatale: "Aveva parcheggiato la sua macchina proprio lì, in una via stretta e buia. Poca luce e nessuno in giro per poterlo aiutare. E fu trovato così, in macchina, con la cravatta slacciata, le mani dietro la testa e un sorriso stampato sulle labbra. Era felice. Sono certo che quella notte, lungo il tragitto dalla sala da ballo alla sua macchina cantò una canzone di Modugno. Lo spettacolo della vita quella sera aveva perso il nostro primo attore". Rosario Fiorello, allora, ha raggiunto il fratello sul palco, indossando la divisa del padre che lavorava nella Guardia di Finanza. Insieme hanno cantato Tu sì ‘na cosa grande.

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