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11 Novembre 2014
23:43

Roberto Saviano: “Il clan dei Casalesi è stato assolto, non riesco a darmi pace”

I boss Bidognetti e Iovine, del clan dei Casalesi, sono stati assolti per le minacce allo scrittore Roberto Saviano. L’avvocato Santonastaso, invece, è stato condannato ad un anno. Ospite di “Ballarò”, Saviano ha spiegato di non riuscire a darsi pace e ha commentato: “Se l’avvocato è slegato dal clan, allora la camorra non esiste”. Inoltre, ha detto la sua sul caso Cucchi e sul governo Renzi.
A cura di D.S.
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Roberto Saviano è stato ospite del programma di Rai3 "Ballarò". Lo scrittore ha commentato la sentenza arrivata nelle scorse ore, che vede assolti i boss Iovine e Bidognetti e la condanna a un anno per l'avvocato Santonastaso, per le minacce nei confronti di Roberto Saviano.

"Questa sentenza ha detto che l'avvocato ha minacciato per conto del clan. Il clan, però, è stato assolto. La sensazione è stata strana. Da un lato, un tribunale finalmente ha riconosciuto la vita blindata di tante persone, dall'altro lato, troviamo boss violenti che sono stati assolti. Stiamo parlando di persone condannate al processo Spartacus. Non riesco a darmi pace: com'è possibile che un avvocato è slegato dai propri clienti? Se l'avvocato è slegato dal clan, allora la camorra non esiste. Ho avuto la sensazione di aver vissuto un clima all'italiana. Stiamo parlando di due boss che hanno avvelenato la terra, che hanno messo le mani ovunque, che hanno fermato l'imprenditoria sana. Mi sembra una cosa incredibile che il Paese non si renda conto che facendo così, loro hanno vinto. Io temo i dilettanti dell'antimafia. Nonostante questa vittoria a metà, io mi chiedo come riescono sempre a farcela. Neanche il carcere li ferma. I casalesi sono "guappi di cartone" perché si sono nascosti dietro il loro avvocato e hanno ottenuto quello che volevano. Qualche politico mi ha chiamato dopo la sentenza ma in privato. In pubblico, non è successo nulla."

Il caso Cucchi e l'assoluzione dei tecnici della Commissione Grandi Rischi a l'Aquila

Roberto Saviano ha detto la sua, anche su altri due episodi che hanno diviso l'opinione pubblica negli ultimi giorni. L'assoluzione  in appello di tutti gli imputati per la morte di Stefano Cucchi e l'assoluzione dei tecnici della Commissione Grandi Rischi che parteciparono alla riunione di sicurezza cinque giorni prima del terremoto dell’Aquila.

"La corte si trova costrette a delle scelte. Il lavoro dell'accusa e l'inchiesta, a volte, non sono sufficienti. Dietro la vicenda Cucchi, c'è un mondo che grida vendetta. Dietro l'Aquila c'è un problema che non si è risolto. C'è un'assenza di coraggio in certe sentenze. Un carcere non dignitoso è un carcere in mano ai clan. Un carcere che ha diritti salva la democrazia e il paese. Dietro il dolore di queste sentenze, c'è una ferita che si riapre."

Ha rimproverato, poi, al governo Renzi di non aver fatto molto contro il riciclaggio:

"Governo Renzi? Si è mosso poco. Si è fatto tanto rispetto al passato ma si è mosso poco. Viene trattato come un problema tra i tanti ma non è un problema tra i tanti. L'Italia non ha una norma anti-riciclaggio. Dovevamo portare in Europa, durante il semestre europeo, una norma contro il riciclaggio ma non l'abbiamo fatto."

Infine, ha spiegato di coltivare ancora il sogno di tornare in Italia, ma per ora non crede sia qualcosa di realizzabile:

"Torno in America. Tu resteresti in Italia dopo l'assoluzione del clan? Voglio tornare in Italia quando sarà un Paese libero. Il mio sogno è tornare."

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