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Roberto Benigni e “La più bella del mondo” (DIRETTA)

La diretta del ritorno in Rai di Roberto Benigni con “La più bella del mondo”, la Costituzione spiegata dall’attore toscano. Seguila e commentala con Fanpage.it.
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La diretta del ritorno in Rai di Roberto Benigni con "La più bella del mondo", la Costituzione spiegata dall'attore toscano. Seguila e commentala con Fanpage.it

Stiamo per vivere un momento di televisione altissimo, almeno per quello che sono le aspettative. Roberto Benigni ritorna in tv, dopo la straordianaria esegesi dell'Inno di Mameli, in occasione del 61esimo Festival di Sanremo. Con "La più bella del mondo" questa sera su Rai Uno, il comico nato a Castiglion Fiorentino, ma cresciuto a Vergaio, si dedicherà all'interpretazione dei dodici principi fondamentali della nostra Costituzione. Segui la diretta con Fanpage.it e, a fondo articolo, troverai tutti e dodici i principi della Costituzione, vera protagonista di questa serata a metà tra la storia e lo spettacolo.

Articolo 1 – Articolo 2 – Articolo 3 – Articolo 4 – Articolo 5 – Articolo 6 – Articolo 7 – Articolo 8 – Articolo 9 – Articolo 10 – Articolo 11 – Articolo 12.

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Ore 23.15"Mi permetto di dirvi una cosa che solo un Papa o un Buffone vi può dire. Domani mattina dite ai vostri figli che sta per cominciare un giorno nuovo, ditegli di andare a testa alta, ditegli di appartenere ad una Nazione incredibile, ditegli che devono essere orgogliosi di questa Nazione, ditegli che devono affrontare la vita con fiducia e speranza".

Ore 23.11 – L'articolo 12 dedicato al tricolore. "Poi si dice che gli articolo della Costituzione non vengono attuati, questo ha avuto piena attuazione". L'articolo 12 è il preferito da Benigni: "Pensate siamo l'unico Paese che ha inserito la bandiera tra i 12 principi fondamentali".

Ore 23.08"E' grazie ad articoli come questi che in Europa c'è la pace da sessant'anni. Lo sapete che la pace in Europa non c'era dai tempi dell'Imperatore Augusto. E' grazie a queste persone qua se non ci sono più guerre. E l'idea dell'Unione Europea è un sogno. Un Continente che si unisce, costa milioni di morti. Noi, invece, stiamo unendo un Continente in pace".

Ore 23.03 – Articolo 11, l'Italia ripudia la guerra. "Qui volevano essere sicuri che tutti ripudiassero la guerra, perché non utilizzano la parola ‘Repubblica', ma l'Italia. Volevano essere sicuri, tutti gli italiani dovevano ripudiare la guerra, i sassi, gli alberi, le strade, i monti. Anche i conigli italiani ripudiano la guerra".

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Ore 23.01 – "Se c'è una cosa della quale vado orgoglioso è che in Italia non c'è la pena di morte".

Ore 22.56 – Benigni sull'art.10: "Con l'art.10 si apre all'internazionale, si guarda al resto del mondo. Nella prima parte si tranquillizzano i diplomatici esteri. Nella seconda parte si tutela la condizione giuridica dello ‘straniero', in senso politico. Per reati politici, di pensiero e di opinione, l'Italia sentiva l'obbligo di dare asilo e difendere il diritto alla vita". L'attore toscano dedica un pensiero alle carceri affolate: "Dobbiamo fare qualcosa, è vero che la giustizia è la giustizia, ma bisogna fare un atto di solidarietà. Le carceri versano in uno stato pietoso".

Ore 22.52"Quando scrissero la Costituzione, non c'era una lira, non c'era il pane. E loro li hanno voluti buttare quei pochi centesimi che avevano. Perché avevano chiaro nella loro testa, che il bello della Nazione, il patrimonio artistico che avevano era da tutelare. Per il loro futuro e per quello di tutti". Chiusura dell'articolo: "A questa Nazione, dovete volere bene come ad una vostra Madre".

Ore 22.47 – Cultura, arte, patrimonio della Nazione: è il momento dell'Articolo 9. Battuta di Benigni: "Vi ricordate della Sindrome di Stendhal? Lui sveniva quando vedeva città belle come Firenze, Milano, Napoli. Crollava proprio a terra. Oggi c'è stata la Sindrome di Bondi, è diventato Ministro della Cultura, sono crollati i resti di Pompei. Oppure la Sindrome di Scajola, ti comprano una casa e non sai perché".

Ore 22.41 – Roberto Benigni affronta l'articolo 8 ed il tema della laicità: "E' bene dividere le due cose. Non è che che chi è attento alla Religione, è meglio di chi non la professa. Lo Stato non interferisce nella sovranità della Chiesa. La Chiesa non deve interferire nelle leggi dello Stato, sarebbe come usare Dio. E' un principio immenso, perché i costituenti avevano chiaro che la Religione era importante. Dividerla laicamente, tenere distinte le due cose è stato un modo per dare grande peso anche alla Religione". Del resto l'articolo 8 della Costituzione esordisce così: "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla Legge: "Frasi belle come queste, non ce ne sono da nessuna parte, bisogna farle girare queste frasi".

Ore 22.37 – Reazioni da twitter, Paolo Virzì, regista toscano, risponde così a quanti sul popolare sito di microblogging, si scatenano con critiche pungenti:

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Ore 22.33 – Dell'articolo 5 (La Repubblica, una e indivisibile […]) Roberto Benigni si prende la briga di puntare il dito di nuovo alla Lega Nord: "Pensate hanno scritto ‘una e indivisibile' tra due virgole. Come a dire: ‘E' inutile dirlo'. Poi avranno pensato che era meglio scriverlo, ‘un si sa mai…"

Ore 22.32 – Reazioni da twitter, Massimo Bernardini analizza in 140 caratteri:

Ore 22.29 – Sull'art.4, Benigni cita e ringrazia Aldo Moro: "Quest'articolo che visto leggendo, lo ha scritto un ragazzo pugliese, aveva 29 anni e si chiamava Aldo Moro" – poi ripete – "Aveva 29 anni". Applausi dal pubblico.

Ore 22.27 –  Art.4, il diritto al lavoro: "Quando riceviamo il compenso per un lavoro, nutriamo non solo il corpo ma nutriamo l'anima. E se non c'è lavoro crolla il corpo e l'anima di una Nazione".

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Ore 22.20 – Roberto Benigni e le donne: "Guardate che da come stanno le donne si misura lo stato di salute di una Nazione. Maltrattare le donne è vivere in un mondo spaventoso, un orrore".

Ore 22.19 – Reazioni dal mondo twitter: Enrico Mentana non gradisce.

Ore 22.14 – Roberto Benigni delizioso! Riesce a non cadere nella retorica, palesando una serie di concetti che dovrebbero essere ampiamente condivisi e regolarmente accettati per tali. Tocca e muove corde da grande oratore, oltre che da istrione totale. La più bella del mondo è una lezione da tramandare. Ed avviene in un momento mai più adatto di questo.

Ore 22.08 – L'art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Roberto Benigni: "In tutte le dittature lo Stato svuota le persone, toglie tutti i diritti. Lo Stato era il padrone dei diritti degli uomini, nessuno poteva prendere parte ai diritti sociali. Ogni persona è libera di esprimere il proprio pensiero, questi articoli ci hanno liberati dall'obbligo di avere paura".

Ore 22.05 – L'art. 1 per Roberto Benigni è strepitoso perché scritto pensando a quanto i padri fondatori avevano passato, tra dittature e guerre: "La vera democrazia sono questi principi che il popolo si è dato quando era sobrio, sano, giusto e bello. Il popolo si è incoronato sovrano".

Ore 22.00 – Comincia la lettura, dopo un elogio a tutta la classe politica che ha scritto la Costituzione. Da Alcide de Gasperi a Amintore Fanfani, da Nilde Iotti ad Angelina Merlin. Su Giulio Andreotti: "C'era pure lui, ma lui è stato visto anche quando Mosè ha scritto le tavole".

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Ore 21.48 "Amate la politica, perché la politica è la costruzione della nostra vita. La Costituzione è stata scritta da uomini che parlavano di politica dalla mattina alla sera. Disprezzare la politica è come disprezzare se' stessi. Ci sono politici tremendi, ma se un padre schiaffeggia un bambino dalla mattina alla sera, è quel padre ad essere tremendo. Non tutti i padri sono così. Quando diciamo che i politici sono tutti uguali, facciamo un gran favore a quei politici cattivi. Il secondo nemico della Costituzione è il voto. Votare è l'unico strumento che abbiamo. Per arrivare a votare ci sono volute migliaia di persone morte. Guardate che ognuno di noi ha un potere più di quello che pensa in questo modo e la cosa più terribile è quella di chiamarsi fuori, di non votare. Se non si vota, si fa come Ponzio Pilato, si da il potere alla folla. E la folla sceglierà sempre Barabba".

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Ore 21.45 – Tocca a Beppe Grillo, che nella metafora medievale diventa "il giullare": "Era uno che mandava affanculo tutti, vedeva morti e zombie dappertutto". E sul Partito Democratico: "C'era Dante si fece fare un partito, si chiama PD, per Dante, e non vinceva mai. Non vinceva mai!".

Ore 21.42 – E' in atto una splendida metafora del nostro Paese, parafrasando l'età medievale. Dalla legge porcellum al Cavaliere di Mediolanum, fino ai "barbari": "Il loro slogan era ‘noi ce l'abbiamo duro'. In Medioevo era proprio così". Prima di iniziare la lezione sui 12 principi fondanti della nostra Costituzione, l'attore di Vergaio non sta risparmiando davvero nessuno.

Ore 21.38 – Sulle Primarie del Centrosinistra: "Renzi è una persona garbatissima, però c'ha uno scheletro nell'armadio. Ha quella cena ad Arcore che l'ha stroncato. E' stato a cena da Berlusconi, lui tutto contento, è arrivato là ed era l'unica cena seria di Arcore. C'erano Alfano, Cicchitto, Ghedini, LaRussa, Gasparri. Credeva fossero donne travestite, e invece erano proprio loro".

Ore 21.36 – Il piccolo Diavolo adesso affronta il momento della crisi: "Ci hanno levato tutto, la moneta unica, nel senso che c'è rimasta solo una moneta. L'uomo vitruviano, quello dietro all'euro, sta con le mani alzate e grida: ‘Nun ciò più nulla!!!".

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Ore 21.35 – "Ormai Berlusconi si diverte come un matto, ha fatto tutto. Orge con minorenni, orge con avvocati, orge con avvocati minorenni".

Ore 21.32 – Ancora Benigni show: "Ieri su Canale 5 è andata in onda una replica del 1994. Sembrava una replica, poi ieri prima di lui c'era una pornostar ed il signore del delitto di Avetrana. Perché Silvio sta cercando di riunire i moderati".

Ore 21.31 – Continua lo show su Berlusconi, stavolta picca il rapporto con Angelino Alfano: "Anziché fargli fare le primarie, lo ha mandato dal primario con tutta questa confusione".

Ore 21.30"Bersani ha detto: ‘Se si ripresenta Berlusconi, renderà il mio lavoro più facile'. Sapessi il mio!"

Ore 21.27 – Roberto Benigni scherza ancora su Berlusconi: "La tragedia più grande questo dicembre non è per i Maya, è che si è ripresentato". Il lungo monologo continua: "Con tutti i problemi che hanno i pensionati, ne abbiamo uno che ci potrebbe andare tranquillamente e non ci va! Si è ripresentato!"

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Ore 21.23 – Ecco Roberto! "Volevo prima di cominciare fare un ringraziamento per essere nelle case di tutte gli italiani con la Costituzione. Grazie a chi mi ha dato la possibilità di entrare nelle case di ognuno, voi a casa, i vertici della Rai, il Presidente e il Direttore Generale della Rai, il Presidente della Repubblica". Comincia lo show: "Il Presidente della Republica mi ha detto: "Non devi ringraziare me, ma chi sta molto più in alto di me". Il Papa mi ha detto: "Non devi ringraziare me, devi ringraziare una persona che conta molto più di me". Allora ringrazio il Signore e il Signore mi fa: "Non devi ringraziare me, devi ringraziare una persona che conta molto più di me". E allora Silvio, grazie!".

Ore 21.19 – Prime reazioni su twitter, Laura Torrisi elogia l'apertura dedicata alle persone che lavorano intorno alla costruzione di uno spettacolo.

Ore 21.15 – E' iniziato La più bella del mondo. Dallo storico Teatro 5 sulle meravigliose note del tema di Nicola Piovani, La vita è bella.

Art. 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2 – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5 – La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Art. 6 – La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art. 7 – Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8 – Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9 – La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10 – L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 11 – L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12 – La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

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