Ricky Martin, nuovo coach di "Amici di Maria De Filippi", non sarà nella puntata di sabato sera ma, prima di partire per il Porto Rico dove sarà impegnato per un evento benefico, ha rilasciato una interessante intervista ai colleghi del Corriere della Sera. Si parla di talent, di gavetta e di come è cambiata la percezione sul mestiere nel corso degli anni.

Ricky Martin e il mestiere dell'artista

Sul mestiere dell'artista come era ieri e come è oggi, Ricky Martin spiega che è molto diverso emergere in questo momento, il talent dà una chance ma è anche un rischio.

Oggi è difficile per i nuovi artisti avere l’opportunità di esporre la propria arte non solo qui in Italia ma in tutto il mondo. Chi partecipa a un talent deve correre questo rischio perché esibirsi è il sogno della sua vita. Il talent ti dà il palco per esprimere te stesso, per dire tutto ciò che hai bisogno di dire, per raccontare la tua storia al pubblico e quindi devi essere disposto a rischiare. Agli inizi della mia carriera facevo parte di una band molto protetta, avevamo intorno persone creative, quindi ogni decisione era estremamente strategica ed io mi affidavo a loro… Sono sicuro di aver fatto degli errori, ma alla fine una persona è anche il risultato dei propri sbagli.

La responsabilità di essere famosi

Ricky Martin, con milioni di copie vendute nel mondo, è una icona. E, soprattutto, un esempio. Una grande responsabilità per lui, che dopo il boom dei social media, è ancor più chiaro sulle sue dichiarazioni: "Non metto mai la maschera". 

È una grande responsabilità ora più che mai con l’esposizione globale dei social media. Credo che per me sia importante essere molto chiaro sulle cose che faccio e dico. Non indosso mai una maschera quando faccio un’intervista o mi esibisco nei concerti, perché sono consapevole che i giovani guardano ciò che faccio e alla fine questo può cambiare la loro vita. Ho i miei alti e bassi ma alla fine della giornata so che ho dato un messaggio positivo con quello che faccio, con la mia musica.

Ricky Martin e il coming out

Non si poteva non parlare del coming out, avvenuto ormai dieci anni fa, e della gioia di essere padre ricorrendo all'utero in affitto. Tre i figli dell'artista, di cui due gemelli.

Ho una mente molto aperta, mi fido dei miei figli, anche se sono piccoli. Il bacio della buonanotte e il bacio del mattino sono fondamentali, a me non è mai stato permesso di lasciare la casa di mio nonno o di mio padre senza dargli un bacio. Non ho fatto coming out prima perché avevo paura delle reazioni della gente, ma quando l’ho fatto mi sono reso conto che tutte quelle paure erano nella mia mente. Non so quanti uomini e donne mi dicono grazie perché con il mio coming out li ho aiutati. La quantità di amore che ho sentito dopo è qualcosa che mi porterò dentro per sempre.