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Pino Daniele avrebbe "boicottato" lo show dedicato a Massimo Troisi, condotto da Enzo De Caro. Il rumors lo raccoglie e lo rilancia Napospia, portale dedicato al gossip dei personaggi campani diretto da Gianni Simioli che, sulla falsariga del nazionale Dagospia, è sempre a caccia di scoop tra i localini "in" delle isole, della movida partenopea e salernitana. Ma il gesto di "zio Pino" sarebbe da considerare e rileggere nell'ottica del grande amore che il cantautore napoletano ha avuto per il suo grande amico Massimo. Il rispetto nei suoi confronti, la volontà di evitare quello che "a naso" già sembrava essere semplicemente due ore di spettacolo tagliate male, occasione di vetrina per personaggi improbabili, svilendo il ricordo dell'artista scomparso prematuramente il 4 giugno del 1994, 18 anni fa. Come difatti così è stato. A quel punto Pino Daniele, tra i primi ad essere contattati dai ben sei autori di Un poeta per amico, avrebbe gentilmente declinato l'invito per poi avvisare alcuni degli amici più stretti di Troisi a fare lo stesso.

Assenti giustificati. Questo spiegherebbe l'assenza di personaggi cardine per la vita dell'artista di San Giorgio a Cremano, da Giuliana De Sio a Lello Arena, da Massimo Bonetti a Roberto Benigni. E proprio Lello Arena, nei giorni precedenti e successivi alla messa in onda del varietà, è rimasto chiuso nel suo silenzio a chiunque l'abbia avvicinato per chiedergli un'intervista, dando l'impressione di avere un sincero rispetto per la memoria dell'artista-amico. Se è vero che il ricordo rischia di svilirsi in manifestazioni dall'alto impatto mediatico, tutti gli estimatori di Troisi e tutti i suoi amici (quelli veri) avrebbero diritto ad una serata celebrativa che sia veramente tale. Ma tutto questo, si è capito ampiamente, nella televisione di Stato non potrà mai accadere. Ma avete mai pensato alla rete?

Il web per Troisi. Quanto tempo bisogna ancora che passi, quante "marchettate" tra Rai e Mediaset saremo costretti a subire prima di capire che sul web, sul "tubo", sui videoplayer siamo tutti più liberi? Liberi di scrivere un contenuto senza assurdi vincoli e costrizioni, liberi di osare e sperimentare forme di linguaggio nuove, miste e partecipate. Liberi di voler fare un qualsiasi contenitore senza dover per forza invitare la "firma" di quel giornale, la "faccia" voluta da quel partito e la solita onnipresente starlette un po' cantante, un po' attrice, che c'entra poco o nulla con il 90% dei contesti ai quali è chiamata a partecipare. Ecco, tutto questo si può evitare se a mobilitarsi per Massimo Troisi fosse il web. Qui nella Rete c'è la semplicità di costruzione e di fruizione, c'è la genuinità delle intenzioni e il lavoro cosciente di tanti professionisti che hanno capito da tempo che tutto si è spostato qui. Nel (non)luogo nel quale siete ora a leggere questo pezzo e non dico eresie pensando che a Massimo la Rete sarebbe piaciuta eccome. Altro che i De Caro & Co.