23 Maggio 2012
11:14

Piero Chiambretti riparte da Radio 2

Piero Chiambretti su Radio 2 per raccontare il campionato europeo di calcio, in attesa di tornare in tv dopo i tagli ai budget e il flop di “Chiambretti Sunday Show”
A cura di Fabio Giuffrida

Chiambretti Sunday Show

Dov'è finito Piero Chiambretti? Di Pierino s'è persa ogni traccia, almeno per ora. Lui che ha fatto irruzione nel Gruppo del Biscione quando nessuno ci avrebbe mai scommesso, soprattutto per il rapporto d'amicizia che si è instaurato con Pier Silvio Berlusconi, e Pierino non può dirsi sicuramente un fan dell'ex Premier Berlusconi. Dal 2004 al 2007 Chiambretti conduceva "Markette" su La7 che lo consacrò a conduttore di successo: un animale da palcoscenico che fece subito gola a Pippo Baudo che se lo accaparrò per il dopofestival di Sanremo del 2007, arrivando addirittura alla co-conduzione nel 2008. Terminata poi la parentesi felice a La7, Chiambretti è sbarcato clamorosamente su Italia1 con "Chiambretti Night – Solo per numeri uno".

Chiambretti è poi approdato su Canale5, sulla rete ammiraglia del Gruppo Mediaset, visti i risultati eccezionali che prima edizione del Chiambretti registrò su Italia1. Nell'autunno 2011 è la volta di "Chiambretti Muzik Show" su Italia1, poi trasformatosi, visti gli ascolti disastrosi, in "Chiambretti Sunday Show". Ma i rilevamenti auditel, partiti con uno scarso 8,21%, sono calati vertiginosamente oscillando tra il 5 e 7% di share, e con un picco il 5 Febbraio del 9,39%. Numeri che non hanno fatto bene alla carriera tutta in salita di Piero Chiambretti che adesso ha deciso di buttarsi sulla radio. Ora Pierino – che si è confessato sulle pagine di Tv Sorrisi e Canzoni – è impegnato per la 25° edizione del "GrandPrix Advertising Strategies", il premio che viene dedicato ai migliori spot realizzati nel 2011 (10 in gara, ndr), e che lo vedrà padrone di casa al Teatro Nazionale di Milano:

Conduco questo premio da circa una decina di anni che non andrà in onda sulla tv tradizionale, non è un prodotto per la generalista. Condivido infatti l'idea che internet abbia soppiantato la tv. Anzi, la tv ha ucciso la tv. Troppi canali, pochi contenuti: tanta offerta uccide l’offerta. Si crea una concorrenza fine a se stessa, si abbassa il numero di spettatori dando la sensazione che la tv sia morta. In realtà penso che morta non sia, si è trasformata.

L'avvento del digitale terrestre porterà alla proliferazione di nuovi canali, dunque alla frammentazione degli ascolti e degli introiti pubblicitari che non faranno bene alla nostra tv e che invece preannunceranno il sopravvento della televisione pay per view e pay tv, ovvero quella dei grandi eventi e dei palinsesti televisivi assai corposi (ma costosi per gli abbonati):

La tv si sta faticosamente difendendo dagli attacchi dei nuovi media e ha vissuto forse la prima vera débâcle nella sua storia in termini di ascolti. Oggi si è soddisfatti di numeri tra uno e due milioni di telespettatori: la frantumazione ha generato un terremoto e abbiamo solo cominciato a pagarne gli effetti. La tv vivrà di grandi eventi: partite di calcio, la Messa a Natale e qualche spettacolo di battitori liberi che tornano dopo tanto tempo in tv. Il resto sarà quel che di fatto è già: un flusso di immagini che vanno e tornano senza memoria. La tv non ha memoria: puoi lavorare 30 anni in televisione e si ricordano solo gli ultimi due minuti. E poi bisognerà fare i conti con i 600 canali.

Pierino non tornerà in tv, almeno per il momento, perchè la crisi del settore si fa sentire e colpisce tutti, anche i big della televisione, basti pensare allo spending review della Rai che colpirà conduttori e superospiti abituati a cachet stellari:

Mai come quest’anno c’è la difficoltà di trovare un posto dentro a un palinsesto. Intanto a giugno sarò su Radio 2 con “Chiambrettopoli” per raccontare il campionato europeo di calcio a modo mio, tra sport e satira. A settembre, se non ci fossero le condizioni per tornare in tv, potrei condurre su Radio 2 un programma quotidiano di intrattenimento […] La radio mi consente di non vedere delle facce che non ho più voglia di vedere. E poi c’è la mia amata musica: in fondo io sono un dj mancato.

Il conduttore del Biscione si è tagliato il cachet addirittura del 50% per offrire un buon prodotto ai telespettatori, questo ha dichiarato ai microfoni di Rtl 102.5:

Sicuramente la prossima stagione pagherà il dazio perché sono finiti i soldi, sono finite le produzioni ed è finito un certo tipo di televisione. È indubbio che il momento è difficile. Io mi sono tagliato anche circa il 50% dell'ingaggio per darlo alla produzione, ho preferito guadagnare di meno ma fare comunque il programma perché ci tenevo, questo mestiere lo faccio per passione.

Chiambretti non scenderà in politica, avendo potuto cavalcare la cresta dell'onda sulla scia del successo del comico Beppe Grillo che si classifica con il suo "Movimento Cinque Stelle" come il secondo partito preferito dagli italiani, dopo il Partito Democratico. Pierino l'ha promesso, per ora vuole buttarsi solo sulle donne. Meglio così.

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