Streghe, ma non solo. "Luna Nera" è un racconto fantastico di donne ai margini che amano le donne e le proteggono a ogni costo. Una metafora perfetta di questi tempi. La serie prodotta da Fandango e tratta dal romanzo "Le città perdute. Luna Nera" di Tiziana Triana (la stessa autrice ha contribuito alla sceneggiatura), rappresenterà probabilmente la migliore serie italiana originale Netflix. Abbiamo visto in anteprima la prima stagione – composta di sei episodi disponibili solo su Netflix dal 31 gennaio – e la sensazione è che per struttura, cast, ambientazione e significato, "Luna Nera" ha tutte le carte per conquistare e accattivare la platea internazionale della piattaforma.

La trama di Luna Nera

Siamo tra Roma e la sua provincia nel XVII secolo. Per aver predetto la morte di un neonato durante un parto, Ade, levatrice di 16 anni, viene accusata di essere una strega. Sulle sue tracce, la famiglia dei Benandanti, cacciatori di streghe ciechi dalla rabbia, rozzi e determinati a sterminare ogni strega rimasta ancora in vita. Scopriremo che Ade (Antonia Fotaras), trovato rifugio presso la comunità di streghe della quale un tempo aveva fatto parte la madre, ha poteri nascosti che non sapeva di avere. A minare le sue consapevolezze, l'amore impossibile tra lei e Pietro (Giorgio Belli), giovane studente di medicina e figlio del capo dei Benandanti.

L'uomo di scienza contro il popolo

Uno dei conflitti più interessanti è proprio quello di Pietro che antepone le ragioni dell'uomo di scienza a quella popolare, cercando in tutti i modi di estirpare alla radice il male della credenza del tempo. "Le streghe smetteranno di esistere quando voi smetterete di cacciarle", dirà il giovane Pietro a suo padre Sante (Giandomenico Cupaiuolo), l'uomo a capo dei cacciatori. Eppure la magia di Ade è un dato di fatto e il suo potere sembra essere illimitato. E allora cosa accade all'uomo di scienza quando si troverà di fronte a una verità che ha sempre negato?

Donne che amano le donne

"Luna Nera" è il racconto di donne che amano le donne, dicevamo in apertura. Fantastica, in questo senso, la sequenza in cui Leptis (Lucrezia Guidone), compagna della leader delle streghe, Tebe (Manuela Mandracchia), risparmia Cesaria (Gloria Carovana), feroce cacciatrice dei Benandanti: "Perché l'hai risparmiata?", "Era una donna…". È una grande metafora di questi tempi. Una serie che arriva in un momento storico in cui sembrano appunto tornati i tempi della caccia alle streghe. Quelle che tutti i giorni cerchiamo in tutti i modi di bruciare a mezzo social, tra revenge porn e gaffe sessiste più o meno istituzionalizzate (Sanremo, remember?).

Tutto al femminile, il team creativo. "Streghe" dietro i laptop e dietro la macchina da presa.  Alla sceneggiatura: Francesca Manieri, Laura Paolucci e Vanessa Picciarelli. Alla regia: Francesca Comencini, Susanna Nicchiarelli e Paola Rendi. È stato fatto un grande lavoro, un accurato approfondimento del contesto storico che combina più generi, rispettando ogni convenzione senza scadere nei cliché. "Luna Nera" merita la ribalta internazionale perché è la serie italiana Netflix migliore a oggi. Puntate la sveglia per il 31 gennaio 2020.