Patrizia De Blanck è intervenuta come ospite a Verissimo dopo l'eliminazione al Grande Fratello Vip. La contessa ha raccontato segreti e confessioni di una "vita tosta" sempre vissuta "a morsi" tra amori, avventure e dolori: "Sono l'ultima testimone di un'epoca finita. Tutti quelli intorno a me sono morti. Custoditemi bene!", ha sentenziato la socialite 80enne che nella Casa ha coronato un lungo percorso tra apparizioni televisive, momenti trash e i salotti della Roma bene. In studio da Silvia Toffanin, si è anche commossa fino alle lacrime, quando ha ricordato il rapporto difficile con la madre, la contessa veneziana Lloyd Dario che era definita "la donna più bella D'Europa" e pare abbia amato tra gli altri Winston Churchill e Tazio Nuvolari.

Ho ricevuto coccole da piccola, ma a 7-8 anni mi ha messo in collegio. Mia madre era una donna bellissima, ha avuto uomini importanti perché si eccitava solo col potere. Quando ho cominciato a diventare bella mi vedeva non più come una figlia ma come una competitor. Le ragazze di buona famiglia non se ne potevano andare se non erano sposate, così ho sposato Anthony dopo tre mesi che l'avevo conosciuto (il matrimonio durò pochissimo, ndr). Non posso dire che ne ero innamorata. Ho amato moltissimo mio padre, mia madre l'ho amata dopo, quando ha cominciato a diventare vecchia. Mi viene da piangere. Quando l'ho vista prima di morire, che stava con i pugnetti chiusi nel letto, le volevo dire tutto quello che non le avevo detto. Non c'è stata tempo. Lei non voleva più vivere, mi ha chiesto di ucciderla. Le ho detto: "Come puoi chiedermi questo?". Abbiamo litigato, me ne sono andata e dopo due giorni è morta. Non ci siamo mai capite. Lei ora da lassù mi avrà capito.

L'amore con Giuseppe Drommi, "morto tra le mie braccia"

La De Blanck non ha mai fatto mistero di avere avuto una vita sentimentale molto intensa: "Ho fatto con gli uomini quello che loro in genere fanno con le donne. Una Casanova in gonnella. Mi sono levata tutti gli sfizi e ora sto da sola con i miei cani e mia figlia". Il grande amore è stato quello con Giuseppe Drommi, padre di sua figlia Giada:

 Avevo degli innamoramenti ma innamorata veramente lo sono stata solo di Peppino e di un'altra persona che è ancora in vita. Negli altri casi, mi divertivo a interpretare una parte. Ho sempre avuto due amori insieme, uno lo sapeva e l'altro no. Modestamente mi sono divertita. Ho amato molto Peppino. L'ho lasciato amandolo, l‘ho lasciato per una storia da tragedia greca di cui non parlo, che sanno solo due-tre persone. Gli sono però rimasta vicino e un giorno eravamo in macchina e mi ha detto che stava morendo. Per il suo compleanno, ho organizzato una cena con gli amici. Alla fine della serata, siamo rimasti da soli e lui mi è spirato tra le braccia. Io avevo avuto una love story con Pingitore, che ha fatto da padre a Giada e le è ancora vicino.

L'aborto e la figlia Giada

Curioso anche il rapporto di Patrizia con la maternità. La contessa ha avuto la figlia Giada a 40 anni, per un desiderio improvviso, dopo un aborto spontaneo: "Ho voluto fare un figlio per fare un regalo a Peppino, che aveva un'altra figlia che stava morendo di un tumore al cervello. Prima non volevo figli. Lui non l'ha presa bene, ha detto "Cosa faccio, in questo momento". Io mi sono talmente arrabbiata che sono andata su e giù per viale Parioli. Dopo tre giorni l'ho perso. L'idea di non poter avere un figlio mi ha spinto a volerlo. Dopo un anno, quando potevo nuovamente rimanere incinta, sono andata da Peppino: "Hai una settimana di tempo per mettermi incinta sennò lo faccio con un altro". Ho ottenuto quello che volevo. Meno male che l'ho fatto, ora Giada è lo scopo della mia vita".