Partita del Cuore, il dirigente Pecchini si dimette: “Mi assumo le mie responsabilità”
Dopo le vicende delle ultime ore attorno alla vicenda di Aurora Leone, allontanata dalla Nazionale Cantanti in quanto donna, il Dirigente Gianluca Pecchini ha rassegnato le dimissione dal suo incarico. A comunicarlo è lui stesso attraverso una nota.
Le dimissioni di Pecchini
In seguito alle polemiche sollevate dall'esclusione di Aurora Leone dei The Jackal dalla Partita del Cuore, che si giocherà in campo stasera a Torino, il dirigente della Nazionale Cantanti ha scritto una nota, con la quale ha comunicato di volersi dimettere dal ruolo scrivendo di aspettare un confronto con l'attrice campana, allontanata dalla partita in quanto donna:
Mi assumo la responsabilità di quello che è accaduto dimettendomi dal mio incarico in attesa di parlare personalmente con Aurora Leone. Ci tengo però a sottolineare, a scanso di equivoci, che nessun artista si è reso conto dell’episodio in questione; i presenti si sono accorti di quello che stava accadendo nel momento in cui Aurora e Ciro si sono alzati per andarsene via.
Il racconto dell'accaduto di Aurora Leone
La vicenda di Aurora Leone è diventata un caso mediatico in poche ore. Nonostante nella loro denuncia tramite social sia Ciro Priello che Aurora Leone abbiano mai fatto esplicitamente il nome di Gianluca Pecchini, si sono più volte riferiti al dirigente della Nazionale Cantanti, il quale avrebbe spiegato loro che pur essendo stata convocata, l'attrice non avrebbe giocato perché "le donne non giocano". A quel punto, poi, è stato l'attore napoletano a sottolineare come la Partita del Cuore sia nata per la beneficenza e non per fini prettamente sportivi, cosa che non è stata totalmente appoggiata dallo stesso Pecchini, il quale ha sottolineato come ci siano delle regole da rispettare anche in questi eventi. Affermazione che si è aggiunta alla richiesta già incredibile, fatta al volto dei The Jackal, di allontanarsi dal tavolo nel quale era seduta, insieme ad artisti e colleghi, perché non le era permesso di stare lì.