C'era una certa attesa per la presenza di Pamela Prati a "Non è l'Arena". La presenza dello showgirl era stata annunciata da Giletti come l'esclusiva di punta della prima puntata della stagione, promettendo di smontare il caso derubricandolo a fake news e dimostrare come la TV sia stata complice nel dare adito alla vicenda nei mesi scorsi. Ci sono state reali novità?

Pamela Prati grida la sua innocenza, l'amore virtuale con Caltagirone

"Com'è possibile che il nulla diventi programma?", è la frase con cui Massimo Giletti apre il blocco di "Non è l'Arena" dedicato al caso Mark Caltagirone. "Sono innocente. Si è parlato tanto di me, ma non ho parlato io", sono invece le prime parole della showgirl, ospite in studio. Il conduttore ripercorre sin dal principio tutta la vicenda, quella del presunto Caltagirone conosciuto tramite Pamela Perricciolo ed Eliana Michelazzo, quello che viveva in Siria, "un uomo dolce cui io piacevo", 53 anni.

Lui mi raccontava di aver avuto questa delusione da una donna, con cui aveva preso questo bambino in affido. Scriversi con me, invece, lo rendeva felice.

Pamela ha addirittura mostrato una chat molto hot (nella foto sopra) che si sarebbe scambiata con il finto Caltagirone, dimostrando così di aver intrattenuto rapporti virtuali con lui. Una storia simile alla versione di Eliana Michelazzo sulla sua presunta relazione a distanza durata dieci anni con l'inesistente Simone Coppi.

Il ruolo dei bambini nella costruzione del raggiro

L'intenzione di Pamela Prati, dopo due mesi di assenza dalle scene, è quella di sottolineare la sua innocenza, descriversi definitivamente come vittima: "Io non ho costruito, hanno costruito attorno a me. E se questa cosa la fanno delle donne, è ancora più doloroso".

"Com'è possibile che si accaduto tutto questo senza che tu te ne accorgessi?" le chiedono in studio e la Prati risponde così: "Sono umana, i carnefici hanno colpito i miei punti deboli. Uscivo da una storia complicata e mi sono innamorata di quell'uomo, ero convinta esistesse, ci ho creduto fino alla fine. Capisco il vostro stupore, ma spero di dimostrarvi che io non ero complice di nessuno. Sono stata raggirata, forse incosciente e stupida, ma difendevo quel rapporto".

Il ruolo dei bambini nel caso Prati

In un passaggio dedicato all'utilizzo che è stato fatto in questa storia dei minori, usati come esca per attrarre la vittima nella trama del raggiro. Vanno in onda anche i video dei bambini con volto e voce camuffata e in particolare Giletti fa leva su una frase particolare di Sebastian, il finto figlio di Mark Caltagirone, che usa la parola "bastardi". La Prati cede a un momento di commozione, dicendo che quel termine, ricorrente nella sua infanzia, l'avrebbe definitivamente coinvolta nella finta vicenda.

Gli audio e le foto del finto Mark Caltagirone

Sono due i concreti elementi di novità aggiunti dalla Prati alla vicenda: vengono fatti ascoltare in diretta alcuni audio che il finto Caltagirone inviava a Pamela Prati nel periodo del corteggiamento, così come vengono mostrati messaggi di conversazioni spinte tra la Prati e la persona che si celava dietro a Caltagirone. Inoltre emergono per la prima volta alcune foto inviate dal finto Caltagirone aveva inviato a Pamela Prati.

L'intervista all'uomo che è stato Caltagirone per un giorno

Tra i contenuti esclusivi della trasmissione un'intervista a un uomo che sostiene di essere stato Mark Caltagirone per un giorno. Interrogato sul perché abbia accettato quell'intervista, l'uomo dice di averlo fatto per evitare che la stessa "truffa", così la chiama lui, venga fatta ai danni di altre persone.

Particolarmente critica sui buchi e i passaggi a vuoto della storia è Nunzia De Girolamo, che incalza la Prati la quale reagisce così: "Per due passaggi in televisione io butto via la mia carriera? Ma non esiste, non si può pensare che una donna che ha lottato sin da bambina faccia una cosa del genere. Rivedendomi io non mi riconosco". E aggiunge:

mi hanno manipolata. Sono una cretina, cosa devo dirvi? 40 anni di carriera li ho e so io cosa sto passando

L'attacco di Giletti a Barbara d'Urso

Spazio poi alla tutt'altro che velata predica di Giletti ai programmi Mediaset e alla sua competitor diretta Barbara d'Urso, condannando il presunto disinteresse ad indagare davvero su una vicenda che è stata spalmata su più puntate il racconto del Caltagirone gate. Il presentatore ribadisce quanto aveva già espresso in un'intervista di qualche giorno fa rilasciata a Fanpage.it, ribadendo che "è un dovere di chi fa la nostra tv di avere un punto forte, morale. Deontologia: si sa ancora cos'è? E' possibile che il sottobosco, il nulla, il vuoto assurgano programmi televisivi? Si possono perdere mesi e mesi di programmi televisivi quando bastavano poche ore? Una settimana per capire che qualcosa non tornava? Bastava cliccare e trovare dei documenti".

Giletti fa poi riferimento a un'intervista in cui la Perricciolo ha parlato delle telecamere di "Non è l'Arena" nella sua abitazione. "In quella casa sono state trovate troppe cose strane". Giletti parla di una perquisizione della polizia di Stato risalente al 2015, presso l'abitazione di Pamela Perricciolo. Da qui parte la predica del conduttore alla concorrenza televisiva, colpevole di non aver voluto approfondire una storia inconsistente sin dal principio.

Anche Giletti serializza il caso Prati?

In definitiva, Giletti offre una iper dettagliata ricostruzione della vicenda, vista dalla prospettiva della Prati. Al momento sembra che il programma abbia tenuto in serbo del materiale che si presume possa rappresentare un risvolto sostanziale sulla vicenda. La trasmissione si chiude con la Prati che promette di mostrare  "messaggi che sono arrivati ad altre donne, alle quali sono accadute le stesse cose successe a me". Il che lascia immaginare che "Non è l'Arena" continuerà a seguire il caso nelle prossime settimane. Cosa che non risparmierebbe il programma da critiche, visto il rischio di cadere nello stesso vizietto contestato alla D'Urso e agli altri programmi che hanno ampiamente seguito la vicenda, ovvero di serializzare il caso Pamela Prati.