Pamela Perricciolo, ex agente di Pamela Prati, ha partecipato all’ultima puntata di Live – Non è la D’Urso della stagione, per fare chiarezza rispetto al ruolo che avrebbe avuto all’interno della vicenda dell’anno, il matrimonio mai celebrato tra l’ex showgirl del Bagaglino e l’inesistente Mark Caltagirone. La donna parte dalla finta paparazzata a Roma, con l’ormai noto “uomo con il cappellino rosso” che avrebbe vestito i panni dell’imprenditore:

Lo conoscevamo, era un conoscente. Nell’intervista a Fanpage.it non volevo accusare Pamela ma oggi voglio dire che questo uomo non lo conosco. Avevo il numero di telefono perché dovevo andare a prenderlo per portarlo a Trastevere sotto casa di Pamela. Era stata la Prati a dirmi di andarlo a prendere. Non lo conoscevo e non l’ho mai più visto. Mi ha raccontato che quest’uomo lo conosceva da 16 anni, che conosceva anche la moglie. Si chiama Lorenzo. Lo abbiamo fatto perché eravamo arrivate al punto di non sapere come fare a sviare i dubbi a proposito di questa situazione. Pamela sapeva che non esisteva Mark Caltagirone quasi da subito. Ha continuato forse per fare gioco. Sono un po’ delusa da Pamela. Mi sono seduta su questa sedia speranza che ci si sedesse anche lei. Ha 40 anni di carriera alle spalle e doveva chiedere scusa. Cambia avvocati, cambia agenzia: la colpa è sempre di qualcun altro. Ho retto il gioco a Pamela Prati. Ho fatto il lavoro sporco perché non avevo il suo nome.

Il finto Sebastian Caltagirone

Pamela non torna indietro rispetto alle dichiarazioni che vedono un uomo inizialmente coinvolto in questa storia: “Questo Marco Calta esiste e spero che esca. Ha un accento del centro Italia. Non ho mai detto di averlo conosciuto nel 2018. Commentava i miei post su Facebook”. E a proposito del coinvolgimento del bambino, il finto Sebastian, aggiunge:

Non c’è stato uno scambio di denaro perché loro non avevano un iban, non me l’hanno mandato. La madre del bambino l’aspetto in altre sedi legali. Questo bambino me lo lasciava anche al ristorante tutto il pomeriggio come se fosse un nipote. Non vedo l’ora che sia stabilito chi ha sfruttato chi. La madre sapeva benissimo quello che stavamo facendo. Sapeva il nome e il cognome del bambino. Del tumore alla gola non è stato mai detto. Vedremo nelle sedi opportune chi faceva mandare cose e a chi. Questo non è un processo. L’ho ingaggiato il finto Mark Caltagirone, il perché lo spiegherò nelle sedi opportune. Le motivazioni le vedremo con la signora Prati, tanto santa non è. Il bambino l’ho preso quel giorno perché Eliana e Pamela Prati volevano farlo vedere agli altri.

La denuncia che coinvolse Perricciolo e Michelazzo

Pamela, come già raccontato a Fanpage.it, conferma che Eliana Michelazzo sarebbe stata a conoscenza dell’inesistenza della famiglia Coppi, della quale avrebbe fatto parte il suo finto marito: “Cinque anni fa siamo state denunciate entrambe per l’inesistenza dei Coppi”. A tal proposito a intervenire è Anna Beatrice Indiveri, legale della Perricciolo: “Eliana dice di essere stata plagiata ma all’epoca è stata chiamata a rendere interrogatorio e si è avvalsa della facoltà di non rispondere. In quel momento qualcosa avrebbe dovuto capire, invece si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Il suo comportamento è indice di tante cose”. E a proposito della Prati aggiunge: “Ci sono più protagoniste di questa vicenda. Pamela Prati ha detto in tv di avere ottenuto l’affido di un bambino. La proceduta di affido di un bambino necessita di un percorso. Come faceva a dirlo?”. E la Perricciolo a concludere, rispondendo a Barbara D’Urso che le chiedeva perché, insieme alla Michelazzo e alla Prati, come la stessa Pamela sostiene, avrebbero messo in piedi questa storia: “Fino al giorno in cui sono venuta a Live credevo che Pamela si sarebbe dovuta sposare. Tu pensi che io possa riuscire a fare questa cosa da sola? Il perché non lo so, me lo sono chiesta anch’io, mi sono chiesta anch’io perché siamo arrivate fino a questo punto”.