È solo sesso, ma ci piace. Netflix alza l'asticella e la temperatura e si spinge ancora un po' più in là per testare la pruriginosa curiosità dei suoi abbonati. Oscuro Desiderio, la nuova serie televisiva messicana in 18 episodi, è disponibile sulla piattaforma dal 15 luglio 2020 ed è già sulla bocca di tutti, candidata a serie tv più vista del weekend. Una trama semplice che mischia una storia d'amore a un thriller psicologico, spiazzante e a tinte hot. È vietata ai minori di 14 anni. Non siamo agli infimi livelli di 365 giorni, il contestato film di Michele Morrone, perché sulla scala della qualità siamo a un gradino più alto. Ma le scene di sesso non mancano. Il Codacons è avvisato.

La trama di Oscuro Desiderio

Alma Solares (Maite Perroni) è una nota avvocatessa che insegna legge all'università. Sposata con il potente giudice Leonardo Solares (Jorge Poza), Alma è una donna annoiata e delusa dalla vita coniugale. In venti anni di matrimonio, non ha mai avuto uno scossone. Dulcis in fundo, Alma sospetta che suo marito abbia una relazione con la suadente assistente Edith (Paulina Matos). Perennemente insoddisfatta, soprattutto sessualmente (tra le prime scene assistiamo al dilemma di Alma: «lo porto o non lo porto il mio vibratore da viaggio?», beate le femmine moderne), a spezzare la monotonia e la routine quotidiana ci penserà Dario Guerra, il cui nome è tutto un programma. Dario Guerra è un giovane studente di 23 anni, interpretato da Alejandro Speitzer, che ha il fuoco in corpo. Da quell'incontro, una serie di eventi a catena cambieranno per sempre la vita della borghese avvocatessa annoiata.

Il problema di Oscuro Desiderio

"Oscuro Desiderio" oscilla tra il gradevole e lo stucchevole, con una nota di sapore in più per chi prediligerà di guardarlo in lingua originale (pensate pure quello che volete, ma è un delitto guardare le serie in lingua spagnola con il doppiaggio italiano). Il problema che ha Oscuro Desiderio è il solito quando si finisce per scivolare in un thriller dalle tinte erotiche: diventa lo stereotipo delle fantasie declinate tutte al maschile. Sarebbe bello, un giorno, guardare qualcosa che rovesci questo paradigma sempre uguale: la donna è l'oggetto, l'uomo la scatena. Riusciremo mai a vedere qualcosa che, quanto meno, provi a invertire questo assioma semplice semplice? Dai, ce la possiamo fare.