"365 giorni", la versione polacca di "Cinquanta Sfumature di Grigio", è su Netflix da un mese e campeggia stabilmente nelle prime posizioni dei contenuti più visti della piattaforma. Duffy, la celebre cantante, lo vuole fuori dalla piattaforma perché "esalta stupro e rapimento". Anche il Codacons si è messo sulla stessa lunghezza d'onda: "Esalta stupro e violenza". Di contro, Netflix ha risposto in maniera esemplare, specificando di voler lasciare la libertà assoluta ai propri abbonati di vedere quello che vogliono e di avere dei filtri specifici e ben funzionanti che evitano la visione ai minori. Tutto giustissimo, in effetti.

Non è il 50 sfumature polacco

E a ben vedere "365 giorni" non è affatto un film che esalta lo stupro e la violenza, perché la mette in scena in un modo così ridicolo da risultare innocuo. Anche chiamarlo "la versione polacca di Cinquanta sfumature di Grigio" è veramente uno schiaffo a E.L. James e alla sua trilogia, compresa quella filmica, ovviamente.

Ma chi l'ha ucciso il padre di Michele Morrone?

"365 giorni" parte benissimo già nelle prime sequenze con il nostro Gianni Parisi ("Gomorra" ma anche tanta commedia tradizionale napoletana), boss reggente e padre di Michele Morrone (l'assoluto protagonista) che muore sotto i suoi occhi colpito da…boh? Colpito da chi? Si trovano soli, con il mare di fronte, su una torretta isolata e dimenticata da Dio. È il movimento di macchina che ce lo mostra. Una fantastica ripresa aerea che rivela un luogo mozzafiato e un morto ammazzato. Ma da chi, perdinci?

La prima scena: chi ha ucciso il padre di Michele Morrone?
in foto: La prima scena: chi ha ucciso il padre di Michele Morrone?

La fellatio, assoluta protagonista di 365 giorni

Più di Michele Morrone, più di Gianni Parisi, più dell'attrice polacca Anna-Maria Sieklucka, l'assoluta protagonista di 365 giorni è la fellatio. Senza discussioni. Bastano dieci minuti di film: il nostro Michele Morrone è diventato il reggente assoluto della famiglia mafiosa. Siamo su un aereo privato. Passa una hostess, Michele la guarda mentre il suo braccio destro gli rivela che è una partita di coca è andata perduta. Lui non si perde d'animo e senza dire una parola segue la hostess, chiude le tendine e iniziano le danze. È la prima fellatio del film. Dicevamo, grande protagonista perché ritorna poi nella scena madre, quella del sesso selvaggio e sfrenato tra Michele Morrone e Anna-Maria Sieklucka. Ma perché la fellatio è la vera protagonista del film? Perché è grazie a quelle scene che possiamo attribuire l'etichetta al film di soft-porno (più porno che soft, in realtà). La scelta di inquadrare il volto delle donne che praticano il sesso orale è semplicemente balorda. Non manca nulla: le lacrime agli occhi e il sonoro abbondante sull'effetto choking. Ti aspetti che possa entrare in scena da un momento all'altro Robert Malone o Rocco, per farti due risate, ma purtroppo non arriveranno. Per i più fortunati e pazienti, i fermo immagine regaleranno anche il fallo di Michele Morrone che entra ed esce dalle bocche delle malcapitate.

A proposito di Michele Morrone

A proposito di Michele Morrone. La prima domanda che mi verrebbe da fargli, ad avercelo davanti, sarebbe proprio questa: ma le scene di sesso sono vere, perché lo sembrano, oppure avete girato come ai tempi dei film di Edwige Fenech e di Lino Banfi, con i pacchi e i contropaccotti a coprire le nudità? E sempre a proposito di Michele Morrone: il divo di Melegnano da che era largo, larghissimo anzi, di maniche nel concedere interviste, adesso pare sia l'uomo più protetto e inaccessibile del mondo, che nemmeno Brad Pitt, George Clooney e Tommaso Paradiso.

In conclusione, "365 giorni" è uno dei film più brutti mai visti nella mia intera esistenza e probabilmente andrebbe rimosso da Netflix solo per questo. Lo stupro e la violenza, il machismo, il maschio alfa e la donna oggetto non c'entrano. Perché le rappresentazioni che se ne fanno sono troppo ridicole per essere prese sul serio.