Non trova pace il film Netflix "365 giorni" con Michele Morrone. Dopo le proteste della cantante Duffy, si è mosso anche il Codacons. L'Associazione ha attaccato Netflix perché "esalta violenza, rapimento, stupro e degrada la donna in modo inaccettabile". Così, il film tratto dal primo libro della trilogia erotica della polacca Blanka Lipinska continua a essere al centro delle polemiche.

La richiesta del Codacons

Attraverso le parole del presidente Marco Donzelli, il Codacons traccia un profilo del film giudicandolo pericoloso e richiedendo a Netflix l'immediata rimozione dalla piattaforma.

Il film tocca temi estremamente seri, ma lo fa in modo inaccettabile banalizzando la violenza, lo stupro e il rapimento. Non vogliamo parlare della qualità del prodotto (fortemente discussa anche da pubblico e critica) ma dei temi che il film affronta. La storia è una mancanza di rispetto inaccettabile nei confronti della donna, verso tutte le vittime di violenza, di rapimento e di violenza sessuale, e verso l'intero genere umano. Ci uniamo all'appello della cantante Duffy, permettere la trasmissione di questo film è negligente e pericoloso, oltre che fortemente irrispettoso. Chiediamo dunque l'immediata rimozione del film dalla piattaforma.

La trama di 365 giorni

"365 giorni" è disponibile su Netflix dal 7 giugno e da allora è stabilmente in cima ai più visti della piattaforma. Considerato come la risposta polacca a "Cinquanta sfumature di grigio", il film è ispirato a una trilogia di libri scritta da Blanka Lipińska. Il nostro Michele Morrone interpreta Massimo Torricelli,  figlio di un mafioso siciliano che alla morte del padre si ritrova a gestire i traffici della famiglia. L'incontro con Laura, una donna in carriera e affamata di successo, interpretata da Anna-Maria Sieklucka, cambierà per sempre le loro esistenze. Il film è considerato "quanto più vicino a un porno su Netflix" da Decider. I 365 giorni del titolo sarebbe il tempo che la manager polacca trascorrerà con il rampollo della famiglia mafiosa tra lussi di ogni tipo, violenze sessuali e scene spinte e oltre il limite della decenza cinematografica.