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Oney Tapia: “Perdere la vista mi ha trasformato in un uomo migliore, mi ha reso forte e coraggioso”

Il vincitore di ‘Ballando con le stelle 2017’ ha raccontato al settimanale ‘Chi’, come ha affrontato il terribile incidente che lo ha privato della vista.
A cura di Daniela Seclì
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Reduce dalla vittoria di ‘Ballando con le stelle 2017‘, Oney Tapia si è raccontato sulle pagine del settimanale ‘Chi'. L'atleta paralimpico è tornato con la mente a quando, a 35 anni, perse la vista dopo essere stato colpito da un ramo. Tapia non si è dato per vinto, tanto da reputare quanto accaduto e la conseguente forza d'animo una sorta di miracolo:

"Diciamo che è stata una specie di miracolo. Non ho mai mollato, in realtà. ‘Sono cose che succedono', ho pensato. Mi sono salvato concentrandomi su me stesso. Questo incidente terribile mi ha trasformato in una persona migliore. Sono più forte, coraggioso e analitico di prima. E anche molto più sensibile".

Quindi ha spiegato cosa l'ha spinto ad affrontare – con grande successo – la sfida di ‘Ballando con le stelle 2017': "Sono uno sportivo. Amo le sfide. E poi, quando me lo hanno proposto, le confesso che non avevo capito esattamente di che cosa si trattasse. Non conoscevo bene il programma e non pensavo fosse così complesso. Però, quando mi ci sono trovato, sono andato avanti. Senza mai perdermi d’animo. Sono fatto così, sono un lottatore".

"Sono qui per tutti i disabili meno fortunati di me, che hanno bisogno di attenzione e sostegno"

Dopo aver precisato di non essere affatto un ballerino esperto e dunque avvantaggiato nella gara, come alcuni hanno sostenuto, ha confidato la speranza che la sua partecipazione al programma di Rai1, possa portare maggiore attenzione sui disabili che sono meno fortunati di lui:

"Non pensavo che a Ballando con le stelle avrei dovuto lavorare così duramente, ma questa trasmissione mi ha insegnato molto, ho sentito l’abbraccio del pubblico dall’inizio alla fine. Un abbraccio diretto anche a tutti i disabili che non hanno la possibilità come me di fare sport agonistico e di andare a ballare in tv… Sono qui per loro. Per quei ragazzi meno fortunati di me, che hanno bisogno di attenzione e sostegno, ma che per mancanza di risorse o strutture non possono fare nulla".

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