Il risultato di ascolti di "Indietro Tutta 30 e l'Ode" ha del miracoloso. Quello del programma condotto da Andrea Delogu è il miglior risultato stagionale di Rai2, ben al di sopra delle medie di rete e capace di superare la concorrenza di Bonolis, in onda su Canale 5 con uno show dal budget notevole e ospiti come Mickey Rourke e Checco Zalone. Ma se affrontassimo il discorso da questo punto di vista staremmo tradendo la filosofia di Arbore e Frassica, che degli ascolti se ne sono sempre infischiati, preoccupandosi solo dell'indice gradimento.

Più interessante, invece, è la questione relativa a quanto senso abbia esaltare un programma fondamentalmente orientato a esaltare un varietà andato in onda a fine anni Ottanta, solleticando la nostalgia del pubblico e maneggiando con cura e sapienza uno degli elementi più cari alla tv contemporanea: i ricordi. Un post su Twitter dello stand up comedian Saverio Raimondo invita a una riflessione interessante: "Fra 30 anni cosa commemoreremo? Non sarà che a forza di operazioni nostalgia, non ci stiamo dando un presente di cui avere nostalgia in futuro?".

 La tv è un continuo revival

L'argomentazione è sensata, fa leva su una presunta carenza di programmi e contenitori televisivi carichi di forza innovativa e va a colpire quella pigrizia con cui molte emittenti italiane stanno indugiando a produrre contenuti ispirati dal revival, il remake di cose già viste, l'effetto nostalgia a tutti i costi, appunto. E in effetti la tv, non solo quella italiana, è un trionfo di tutto ciò, non si contano i programmi e le serie tv che hanno rivangato nel passato, preso ispirazione da mode e tendenze che hanno caratterizzato gli scorsi decenni e l'età d'oro del piccolo schermo. Non si ricordano grandi successi. Quasi non se ne ricordano i titoli.

Indietro Tutta è ricordo, non remake

Ma per Indietro Tutta la questione è diversa. E non solo perché oggi viene facile esaltarne il trionfo, ma perché vale la pena sottolineare che non tutti i ricordi sono revival, che l'atto di ricordare non significa per forza guardare indietro. il ricordo, se è un buon ricordo, può essere un esempio in cui credere, con cui migliorarsi, da cui ripartire per inventare. Lo stesso Arbore, nel parlare di questa operazione televisiva, ha sottolineato la volontà (con un pizzico di superbia che Lui può concedersi) di raccontare quella tv per stimolare novità.

Certo, nessuno può stabilire dall'alto cosa sia giusto ricordare e cosa no. Ma almeno nel giorno in cui ha trionfato quel passato che mette tutti d'accordo, concediamoci il piacere di esultare. E poi guardare avanti.