Da alcune settimane Fabio Fazio è tornato in TV con Che Tempo Che Fapassato da Rai1 a Rai2 in ragione dell'enorme protesta di natura politica alimentata nei suoi confronti per tutta la durata della scorsa stagione televisiva. Se non fosse ancora chiara l'ostilità a Fazio dei partiti alla guida del precedente governo, in particolare la Lega guidata da Matteo Salvini, basta leggere le parole di Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio alla camera dei deputati e uomo forte del partito, che in un'intervista rilasciata a Adnkronos, parlando dell'ipotesi uscita dall'euro dell'Italia, ha detto: "Non siamo riusciti a fare uscire Fazio dalla Rai, figuriamoci da soli a far uscire l'Italia dall'euro, tanto più ora che non siamo neanche al governo". 

Immediato, a pochi minuti di distanza, è arrivato il commento di Fabio Fazio, che su Twitter ha condiviso l'articolo, definendo inaudita la cosa e aggiungendo: "Per chi volesse capire quello che mi è accaduto professionalmente, ecco la spiegazione".

Non c'è dubbio, e su questo giornale non abbiamo faticato a ripeterlo a più riprese, che quello attuato nei confronti di Fabio Fazio nei mesi scorsi (e non solo perché le aggressioni verbali nei suoi confronti erano iniziate molto prima della nascita del governo gialloverde), non sia stato altro che bullismo mediatico, terminato con un sequel addolcito di ‘editto bulgaro' di berlusconiana memoria. Un conto è evidenziare eventuali criticità dell'operazione che portò il conduttore, ormai tre anni fa, da Rai3 a Rai1, con un contratto importante e un accordo stipulato tra la Rai e la società di produzione di Fabio Fazio, Officina. Altra cosa è stata trasformare Fabio Fazio in un oppositore politico da attaccare, spesso in modo becero e aggressivo sui social network.