La morte di Sandro Mayer, il direttore di "DiPiù", ha lasciato un vuoto enorme nel mondo dell'editoria e dei suoi principali protagonisti. Abbiamo raggiunto telefonicamente il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni, che con Sandro Mayer ha condiviso cinque edizioni di "Ballando con le stelle", per raccogliere un suo ricordo del professionista dell'editoria scomparso oggi, all'età di 77 anni. Zazzaroni ce lo ha descritto come un personaggio "fondamentale per l'editoria", dotato di "grande passione per il lavoro", una sorta di "icona del mondo pop".

Direttore, che rapporto aveva con Sandro Mayer? 

Sandro Mayer era un collega, ma era soprattutto un amico. Ci sentivamo spesso e c'era una stima molto forte. È una brutta perdita. Era un personaggio estremamente educato, gentile, sorridente. Aveva questa forma di leggerezza con una grande passione per il lavoro. Le cose che faceva le amava.

Era un personaggio amato soprattutto per la sua grande autoironia. Pensiamo al parrucchino. 

Lo prendevamo in giro perché quando si presentò con quella cosa strana in testa, rimanemmo tutti stupiti io, Selvaggia e Fabio. Li cambiava spesso. Lui lo portava con naturalezza, si arrabbiava con affetto se lo prendevamo in giro.

E con Milly Carlucci?

Lui era il giornalista di riferimento di Milly Carlucci. Dava moltissimo spazio ai personaggi e alle storie di Ballando con le stelle. C'era un rapporto molto forte tra loro. Sandro Mayer sollevava il lato sentimental-gossiparo di Ballando con le stelle, aveva sempre la chiave dei rapporti, cercava il gossip, era funzionale al programma.

Possiamo ritenere Sandro Mayer un personaggio fondamentale per l'editoria "leggera"?

Editoria leggera? L'editoria leggera non esiste: l'editoria è editoria. E quella che funziona ancora era quella sua, altro che  "leggera". E lui era una sorta di icona per l'editoria, chiamiamola "pop". Un personaggio straordinario, assolutamente.