La polemica era scoppiata definitivamente diverse settimane fa, quando la certezza che Morgan non avrebbe preso parte alla prossima edizione di X Factor si era ampiamente consolidata e il cantautore decise di manifestare apertamente disappunto nei confronti di Sky, affermando come l'emittente non lo avesse effettivamente pagato in toto per le edizioni cui aveva preso parte negli ultimi anni. Le critiche si erano poi allargate al concept stesso e al modo in cui Sky trattava di fatto i concorrenti che prendono parte a X Factor, descrivendo il programma come una sorta di macchina infernale, uno stratagemma per far firmare dei contratti in esclusiva, la tomba dela creatività. Al tempo Sky aveva prontamente risposto a Castoldi con una nota ufficiale nella quale respingeva le accuse e anunciava di volersi difendere da quelle frasi ingiuriose.

Ma se da una parte il cast della prossima edizione del programma ha preso ampiamente forma, con il ritorno di Elio e l'arrivo di Skin in giuria e una carovana partita da diverso tempo e le selezioni quasi già alle fasi finali, dall'altra Morgan, che di X Factor Italia è sicuramente il volto di riferimento, avendo preso parte a quasi tutte le edizioni fin qui realizzate, è tornato all'attacco di Sky nelle ultime ore. In un'intervista a L'eco di Bergamo Castoldi parla di Sky come di un'emittente che ha tentato di distruggere e demolire il personaggio Morgan, tracciando una linea di differenza netta tra il lavoro che si svolgeva in Rai ed il regime rispettato sulla tv satellitare:

Per troppo tempo la televisione mi ha portato lontano dal mio artigianato. Ma devo distinguere. Le edizioni di X Factor in Rai erano molto più musicali, con eventi anche eccezionali: il duetto improvvisato con Giorgia su un pezzo dei Beatles deciso all'ultimo momento (vedi il video), De Gregori che viene in tv solo a patto che suoni il clavicembalo su una cover di De Andrè e mi tocca spiegare per diversi giorni cos'è l'Antologia di Spoon River e Non al denaro…, l'album di Fabrizio. Così costruisci la musica in tv. Anche per preparare l'arrivo di Fossati ho lavorato tanto, proprio per far capire che lui era il più importante autore italiano e meritava il tributo che ha avuto. In quelle edizioni del talent si spegneva la telecamera e si continuava a lavorare. Anzi, si cominciava a lavorare.

Il cantautore è poi tornato anche sulla vicenda droga, che lo escluse di fatto dal Festival di Sanremo del 2009: "Ero diventato molto popolare tanto che alla fine si è dovuto costruire uno schifo di scandalo per intorbidire la limpidezza degli interventi. Non ero spinto da nessuno e mi sono guadagnato una posizione di forza nello spazio tra musica e tv. Anche Baglioni mi ha riconosciuto la capacità di raccontare la musica. E lui è un campione dell'armonia". Un Morgan inviperito traccia anche un profilo del telespettatore televisivo medio, non utilizzando mezzi termini:

Quando mi hanno chiamato a X Factor di televisione ne avevo già fatta, ero stato due volte a Sanremo. Sempre mi sono riferito al pubblico della musica, ma la tv è un baraccone dove la tua creatività vale meno della saponetta pubblicizzata tra un blocco e l'altro. Il pubblico della televisione ahimè è commerciale, di mercato. Il pubblico della musica opera delle scelte, seleziona gli ascolti. Ho sempre seguito la mia indole musicale e questo ha fatto storcere il naso a qualcuno. Ho detto la mia da pensatore libero e mi son fatto ascoltare. Avevo un consenso alto e forse questo ha dato fastidio.