27 Dicembre 2011
08:34

Minzolini attacca la Rai: faccio ricorso come Santoro

Augusto Minzolini, prenderà come esempio Michele Santoro e i suoi ricorsi a favore di Annozero contro la Rai, per difendersi dalla decisione dell’azienda pubblica di destituirlo da direttore del Tg1 e di mandarlo a New York come inviato. Scopri quale sarà la tattica di Minzolini per difendersi.

La vicenda che lega Augusto Minzolini e la Rai diventerà una lunga telenovela mediatica che avrà strascichi anche nelle aule dei tribunali. Questo è quanto ha deciso proprio il direttore (ancora per poco) del Tg1 Minzolini per contrastare la decisione presa dai vertici Rai di togliergli la prestigiosa poltrona e spedirlo a New York come inviato specialissimo in una delle più affascinanti città del mondo. Ma l'ex editorialista de "La Stampa" non ne vuole proprio sapere di trasferirsi in America e quindi ha deciso di attaccare la scelta del CdA della Rai che lo ha rimosso dall'incarico in base alla legge 97 del 2001 che, secondo il direttore, non è applicabile nel suo caso. E così si è sfogato, facendo valere le sue ragioni, in un'intervista a "La Zanzara" su Radio 24 e ha addirittura dichiarato di voler seguire l'esempio di Michele Santoro che aveva fatto ricorso contro la Rai per il presunto tentativo di censura nei confronti di Annozero:

Sono diventato un azzeccagarbugli, contro la mia natura. Mi hanno proposto di andare a New York, ma per ora non accetto nulla e vado avanti con il ricorso. Devi fare per forza così per difenderti, uso gli stessi metodi dell’azienda. Ora capisco Santoro con i suoi ricorsi e i tribunali. Ha fatto bene. Se me lo avessero chiesto se ne poteva anche parlare, ma hanno applicato per la prima volta una norma che è inapplicabile solo per farmi fuori. Allora mi incazzo e divento un azzeccagarbugli. Già sto pagando una pena perché sono stato rinviato a giudizio, come il 97 per cento delle persone che passano dal tribunale di Roma, ma sono stato costretto ad andare via. Per questo la butto su questo piano.

Se Minzolini ha citato Santoro come modello da seguire per la sua battaglia contro la Rai significa che ormai in Rai c'è veramente tanta confusione e c'è un clima da "tutti contro tutti" che non fa bene al servizio pubblico. Il direttore poi tornando sulla questione per cui è stato accusato, cioè quella della famosa carta di credito aziendale con un plafond da 5 mila euro al mese e delle spese ingiustificate, si è voluto ancora giustificare sottolineando il fatto che gli era stata garantita la possibilità di utilizzarla senza nessun problema:

Gli altri direttori prima di me non ce l’avevano, io l’ho chiesta come benefit compensativo perché ce l’avevo anche alla Stampa. Guadagnavo come direttore 540mila euro all’anno, non molto di più rispetto alla Stampa ma con maggiori responsabilità. Erano spese di rappresentanza.

Ormai più che una questione di giustizia sta quasi diventando un fatto di principio contro una decisione apparentemente ingiusta che ha colpito Minzolini portandolo quasi ad emigrare a New York per continuare a lavorare per la Rai. Come abbiamo già detto, la vicenda sta assumendo i tratti di una telenovela che sarà veramente lunga: è davvero finita l'era di Minzolini al Tg1?

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