Mina Settembre 2 si farà. Ad annunciare la seconda stagione in un'intervista rilasciata a Fanpage.it, l'head writer della serie Fabrizio Cestaro. Gli spettatori, dunque, avranno modo di rivedere Serena Rossi, Giuseppe Zeno e Giorgio Pasotti in nuove puntate. Gli sceneggiatori Cestaro, Doriana Leondeff, Fabrizia Midulla, Marco Videtta e Costanza Durante sono già a lavoro nella scrittura dei nuovi episodi. Fabrizio Cestaro ha svelato alcune anticipazioni, quando la serie andrà in onda e gli attori che comporranno il cast. Ci ha spiegato, infine, come è stata costruita tassello dopo tassello la fiction record di ascolti.

Mina Settembre 2 si farà. Avete già iniziato a scrivere la seconda stagione?

Sì, sì. Siamo a lavoro da diversi mesi. Sostanzialmente tutte le storie sono già definite, ma ovviamente non le posso raccontare.

Ci puoi dare una piccola anticipazione giusto per ingannare l'attesa?

L'unica cosa che posso dire è che, dal punto di vista sentimentale, nella seconda stagione Mina farà una scelta tra Claudio e Domenico. È una delle battaglie che abbiamo combattuto con la Rai. Nel momento in cui finisci la prima stagione con l'indecisione della protagonista, secondo noi è sbagliato continuare a mantenerla in quello stato. Mina prenderà una decisione, questo ve lo posso assicurare.

Rivedremo il cast al completo?

Sì, rivedrete proprio tutti gli attori da Serena Rossi – ovviamente – a Giuseppe Zeno, Giorgio Pasotti fino a Davide Devenuto. Non ci sono dubbi. Devo dire che il cast è stato fatto veramente bene. Sono tutti bravissimi.

Sapete già quando si tornerà sul set?

L'obiettivo è quello di fare passare meno tempo possibile rispetto alla messa in onda. La produzione ha stabilito una data ma non posso dirla perché è soggetta a una serie di variabili che non dipendono da noi. Però sarà a strettissimo giro.

La seconda stagione andrà in onda nel 2022.

Sì, le riprese nel 2021 e la messa in onda sicuramente il prossimo anno.

Veniamo allo straordinario successo della prima stagione. Che significato ha avuto per voi sceneggiatori?

Devo essere sincero, un po' lo speravamo. Ci tenevamo tanto. Quasi tutti gli sceneggiatori sono napoletani come me e ci piaceva che venisse fuori l'amore che proviamo per Napoli raccontandola in un modo che finora si era visto poco in televisione. Certo, nessuno fa finta che sia una città idilliaca, però ti comunica amore sia quando la visiti che quando ci vivi. Ti appartiene, ti entra dentro.

Lo scrittore Maurizio De Giovanni e lo sceneggiatore Fabrizio Cestaro
in foto: Lo scrittore Maurizio De Giovanni e lo sceneggiatore Fabrizio Cestaro

Mina Settembre vista in tv è un po' diversa da quella dei romanzi di Maurizio De Giovanni. Anche fisicamente. Non presenta ad esempio la caratteristica, evidenziata nei libri, del seno troppo voluminoso che catalizza gli sguardi degli uomini.

L'uscita di Maurizio De Giovanni dal progetto ha portato a dei cambiamenti rispetto alla Mina Settembre dei racconti. La modifica della caratterizzazione fisica di Mina Settembre è giustificata da due aspetti. Innanzitutto il tono. Confrontandoci con la Rai, quel tipo di approccio molto provocatorio, legato all'aspetto estetico non incontrava il gusto di tutti. In più, nel momento in cui è stata scelta Serena Rossi come protagonista, abbiamo cercato di ritagliare il personaggio attorno a lei che è una splendida ragazza, ma non è sulla procacità che gioca. Il nostro obiettivo era rendere Mina un personaggio che entrando in qualsiasi casa, fosse ben accolta. L'essere procace poteva rivelarsi in alcuni casi anche respingente.

Quindi nella creazione della serie, i libri di De Giovanni sono stati giusto un punto di partenza.

Sì, poi ci siamo allontanati perché abbiamo dovuto creare una struttura narrativa seriale che nei racconti non era prevista. Ti dico la verità, la cosa che mi sarebbe dispiaciuta di più è che Maurizio avvertisse un fastidio nel vedere Mina. Invece, sono molto contento di sapere che gli sia piaciuta e che non si sia sentito defraudato.

Anche la parte sul padre di Mina che aveva una relazione con Irene non c'è nei romanzi.

Fa parte del lavoro di implementazione e strutturazione del materiale narrativo per creare i tiranti necessari a una serialità lunga. Abbiamo inserito un elemento mistery che avesse il potere di mettere Mina profondamente in discussione. È un personaggio apparentemente risolto, che si dedica anima e corpo agli altri. Ci piaceva che qualcosa facesse traballare le sue certezze per creare un conflitto narrativo che ne esaltasse gli aspetti caratteriali.

Devo chiederti di risolvere un mistero sorto mentre intervistavo Davide Devenuto. C'è lo zampino di Serena Rossi nella scena di sesso tra Irene e Paolo misteriosamente scomparsa

No, no assolutamente no (ride, ndr). L'ho scritta io quella scena e l'ho anche difesa. Mi piaceva molto, aveva un bel tono. Non c'è stata nessuna influenza esterna, cancellarla è stata solo una scelta editoriale per fare funzionare meglio la puntata. C'è stato un confronto con la Rai e con la produzione ma non sull'opportunità o meno di fare quella scena, ma più su una questione narrativa.

Serena Rossi ha commentato i baci tra Paolo e Irene, ma a quanto pare non ce ne sarebbero nella serie. Si riferiva a scene tagliate?

No, non c'è nessun bacio. Ce ne siamo resi conto anche noi nella caratterizzazione del rapporto tra Irene e Paolo. Per questo avevamo sentito il bisogno di aggiungere una scena di intimità. Ci sembrava una coppia un po' troppo votata alla gestione del figlio, però poi per altre ragioni abbiamo deciso di soprassedere. Che io mi ricordi, non c'è neanche un bacetto a stampo.

Per concludere, da sceneggiatore quali sono state le difficoltà che hai incontrato in questo progetto?

Sono sicuramente legate al lavoro di Mina. Il suo è un mestiere che nella realtà dei fatti ti porta a entrare in contatto con casi emotivamente difficili da trattare. La difficoltà maggiore è stata quella di rendere credibile il suo lavoro anche se siamo consapevoli di non aver fatto un ritratto fedelissimo degli assistenti sociali. Abbiamo cercato di trovare la giusta angolatura per raccontare il suo lavoro mantenendo un tono comunque leggero.