10 Maggio 2014
14:02

Maurizio Costanzo: “Il futuro della tv è il web, mi muovo in quella direzione”

Non condanna i reality e nemmeno la tv del dolore, se non è estrema, Maurizio Costanzo pensa ad una televisione nuova e, ospite dell’Università IULM salva pure il talk show: “Non è morto e funziona ancora”.
A cura di A. P.

Maurizio Costanzo è stato certamente uno dei volti più considerevoli della tv fino a qualche anno fa. Negli ultimi tempi decisamente discostatosi dalla quotidianità, ma certamente personalità autorevole. Eppure, se qualcuno può pensare sia per questioni anagrafiche destinato ad un lento ritiro o comunque alla pensione, anche dopo il malore dello scorso anno, Costanzo pensa alla nuova tv, a come si possa affrontare, al modo in cui ci si possa interfacciare ed a come si possa riuscire ad intercettare il nuovo pubblico.

Ospite dell'incontro tenutosi all'Università IULM di Milano, ci ha tenuto a sottolineare come, a suo parere, il futuro della tv non possa che passare per il web, considerazione che non aveva mancato di fare anche tempo fa: "Sono anche io una persona ‘videoevoluta’- ha detto Costanzo – Termine che trovo azzeccatissimo e molto attuale, e questo mi porta a voler sperimentare continuamente. Il mondo del web infatti mi attira moltissimo e mi sto muovendo in quella direzione". Se esiste una certezza è che Costanzo sia uno dei primi, se non il primo in assoluto, ad aver sperimentato e promosso, in Italia, la formula del talk show moderno, quello che tanto pare in crisi:

La formula del talk show funziona ancora anche se, differentemente dai tempi del Costanzo Show, oggi è meno costruito drammaturgicamente a livello autoriale. Avendo la possibilità di uscire dal contesto tradizionale a cui eravamo abituati, sfruttando un mezzo ormai ampiamente fruibile come il web, anche io sto seriamente pensando a un nuovo progetto per coglierne  le forti potenzialità’

Ma certo esiste anche chi gli condanna di aver fortemente alimentato quella ventata di televisione trash che ha avuto la massima espressione nel genere del reality show, che Costanzo ha sempre appoggiato anche nei programmi da lui gestiti, ospitando i concorrenti che ne prendevano parte. Ed infatti lui resta della stessa opinione ancora oggi: "Io non condanno in assoluto il mondo dei reality, anzi. Credo che in molti casi abbiano permesso a molti giovani di farsi conoscere e di mostrare al mondo i propri talenti. Quello che auspico però è una tv pensata sempre più per aumentare le discipline che vengono attualmente sviluppate nel mondo dei talent. Intendo non solo canto o ballo, sarebbe bello poter realizzare un ‘talent sull’artigianato’ per esempio mettendo in evidenza anche altre tipologie di mestieri che ormai sono un po’ dimenticati dal mondo dei media". Infine un altro tema sul quale potrebbe certamente essere tirata in ballo, anche se lontanamente, sua moglie Maria De Filippi, quello della cosiddetta tv del dolore. La sua risposta è chiara:

Se ne da 30 anni: il problema è senz’altro l'abuso di questo tipo di programmi. Se attraverso questi prodotti televisivi si è in grado di dare coraggio e forza a chi senza il mezzo televisivo non avrebbe voce, allora sono a favore. Se invece, come spesso vedo in certi salotti del pomeriggio, si fa pura speculazione, allora forse si sta sbagliando qualcosa

 

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