Il racconto televisivo della politica negli ultimi anni sembra aver cambiato le proprie coordinate. La dimostrazione plastica dei nuovi equilibri è giunta nella serata del 27 ottobre 2019, quando erano ‘di scena' gli spogli per le elezioni regionali in Umbria ed è nato un piccolo caso riguardante la copertura dell'evento da parte della Rai.

All'occhio di molti è subito balzata l'assenza di Rai1 tra le reti che si sono impegnate a seguire i risultati della tornata elettorale umbra, che aveva assunto una rilevanza mediatica rilevante non solo per i possibili effetti sugli equilibri politici nazionali, ma anche grazie al Porta a Porta evento di due settimane fa, quando si erano incontrati per la prima volta in un duello televisivo Matteo Renzi e Matteo Salvini, che ha appunto ricordato fino allo sfinimento l'appuntamento elettorale umbro (avendo ragione visti i risultati).

Elezioni in Umbria: su Rai3 lo speciale, su Rai1 la fiction

Per la copertura elettorale La7 confermava il puntuale appuntamento con la Maratona Mentana, Rete4 quello con lo speciale di Stasera Italia e il servizio pubblico dava spazio alle elezioni regionali su Rai3 e RaiNews. Su Rai1, invece, andava in onda l'ultima puntata di Imma Tataranni – sostituto procuratore, seguita da un'intervista di Francesca Fialdini a Vanessa Scalera e poi, dopo la mezzanotte, uno special del Tg1 sulla nascita di internet.

Salvini protesta per lo speciale di Rai3

Decisione inattesa dell'azienda, che tra gli effetti collaterali ha servito su un piatto d'argento a Matteo Salvini lo spunto per un velato attacco al governo, visto che il leader della Lega ci ha tenuto con scaltrezza a sottolineare l'assenza di speciali elettorali sulla rete ammiraglia Rai, solleticando gli spettatori a vederci il segno di una scelta politica del governo centrale, finalizzata a evitare di dare troppa visibilità alla vittoria della Lega: "E’ la prima volta nella storia che la Rai ha deciso di trasferire su Rai3 lo speciale, con tutto il rispetto per Rai3 ovviamente. Stranezze degli equilibri e dei pesi. Le hanno provate tutte e le proveranno tutte, l’Italia vera è quella che ha votato oggi in Umbria: "Lo speciale su Rai3 suonava strano – ha detto Salvini – Non me ne vogliano i giornalisti di Rai3, ma è la prima volta nella storia che la Rai ha deciso di trasferire su Rai3 lo speciale, con tutto il rispetto per Rai3 ovviamente. Stranezze degli equilibri e dei pesi. Le hanno provate tutte e le proveranno tutte, l’Italia vera è quella che ha votato oggi in Umbria".

Polemiche e opportunismi politici a parte, che lasciano il tempo che trovano, a tal proposito hanno ragione i colleghi del Tg3 a rivendicare assoluta competenza per poter fare una diretta di questo tipo. Il problema non è la competenza del Tg3, ma una questione di carattere generale che prescinde dalla presunta influenza politica sulla Rai. Al centro della questione c'è l'uso che la Rai fa delle proprie professionalità e l'impressione che su informazione e approfondimento politico il servizio pubblico sia in un momento di confusione che dura da anni. L'azienda resta il primo riferimento del pubblico generalista, eppure nessuna delle tre reti ha attualmente una chiara identità che la renda un punto di riferimento per il pubblico che cerca l'approfondimento politico.

La Rai non trova il suo Mentana

Si tratta di un problema atavico, che si potrebbe risolvere con quel processo di unificazione dell'informazione Rai cui si è spesso accennato, che darebbe modo ai professionisti dell'azienda di emergere, trasformarsi in volti autorevoli che entrino nelle case degli italiani e che possano offrire loro un valore aggiunto, oltre che un volto riconoscibile al pubblico. Operazione che La7 ha fatto negli ultimi anni, come il direttore Andrea Salerno aveva raccontato a Fanpage.it, facilitata dalla presenza di Enrico Mentana, capace di andare ben oltre l'autorevolezza e creare un contenitore evento dai caratteri del tutto particolari nel panorama televisivo nazionale. E infatti quello spazio di informazione la rete di Cairo lo ha conquistato definitivamente.

Il problema, dunque, ammesso che non sia un problema solo per chi scrive, risiede nella discontinuità con cui la Rai affida a una rete, e poi a un'altra, il compito di occuparsi dell'approfondimento politico. Discontinuità che diventa dispersione di risorse, perché creare una ricorrenza di volti e situazioni significa anche poter andare oltre lo speciale occasionale sulle periodiche tornate elettorali. Significa valorizzare al meglio il patrimonio umano e professionale a disposizione dell'azienda.