Matteo Renzi, per mesi, ha lavorato al documentario ‘Firenze secondo me‘. L'ex Presidente del Consiglio, però, non aveva messo in conto di finire nel mirino di ‘Scherzi a parte‘. Lo scherzo è andato in onda nel corso della puntata trasmessa venerdì 30 novembre. Ecco cosa è accaduto mentre Renzi era impegnato nella realizzazione del suo progetto.

Lo scherzo a Matteo Renzi

Matteo Renzi è stato ripreso mentre stava girando alcune scene del documentario ‘Firenze secondo me‘. A un certo punto, alle sue spalle è calato un drappo con la scritta ‘Scherzi a parte'. Gli è stato spiegato che il suo progetto non avrebbe mai visto la luce perché il lavoro fatto negli ultimi mesi era solo un'imboscata del programma di Canale5:

"Il tuo documentario è uno scherzo, lo scherzo più lungo, costoso e bello della storia. Due mesi di scherzo. Quattro puntate su ‘Scherzi a parte', una cosa straordinaria. Chissà quanta gente lo guarderà. È una cosa unica al mondo. È una sorta di ‘The Truman Show'. Viene fuori la tua umanità. Diventa lo scherzo più importante fatto nella storia della televisione. Questo scherzo va a Cannes".

Matteo Renzi è apparso perplesso. Per convincerlo gli è stato mostrato il video che poi sarebbe andato in onda. Dopo alcune immagini del documentario, una voce fuoricampo diceva: "Ci avevate davvero creduto? Anche lui". Il politico, allora, ha commentato: "Faccio la parte del co**ione. […] Passerà anche alla storia ma senza di me. Col caz** che prendo per il cu** Firenze. Io ho fatto una cosa per Firenze se non ti piace, non me ne frega niente. Me la tengo io. Operazione simpatia geniale, però ve la fate voi perché io non firmo nulla. Non prendo per il cu** la città. È costato? Caz** vostri. Per me Firenze è più importante di tutto. Non me ne frega niente, io ho fatto questa operazione perché ci credo. Io non firmo niente. Me ne vado". In un video, infine, Paolo Bonolis gli ha comunicato che si trattava di uno scherzo.

L'intervista di Paolo Bonolis a Matteo Renzi

Paolo Bonolis ha accolto Matteo Renzi in studio: "Era tutto uno scherzo. Hai capito come ci sentiamo dopo le elezioni?". Il politico ha replicato ironizzando: "Dovresti cambiare il nome del programma in ‘reddito di cittadinanza‘. Ci avete creduto? Anche lui". Bonolis ha sottolineato l'amore del suo ospite per Firenze, evidente dal modo in cui ha difeso la città nello scherzo. Renzi ha confermato: "Io non capivo come si potesse utilizzare Firenze, dicevano che era una operazione simpatia. Paolo Bonolis continuava a prendermi in giro anche quando lo scherzo era finito" e il conduttore ha commentato: "Ma se un elettore può togliersi uno sfizio con un politico…".

Matteo Renzi ha spiegato che il suo documentario "è il racconto della città vista dagli occhi dell'ex sindaco, dagli occhi di uno che le vuol bene. È un messaggio educativo e culturale. Contro le difficoltà della situazione politica di oggi facciamo un ragionamento sulla bellezza". Poi, Bonolis ha voluto fargli un'ultima domanda: "Ma secondo te voi politici questi social li usate bene? È giusto che un politico in quanto personaggio pubblico racconti tutto sui social, anche il suo privato?". Matteo Renzi ha ironizzato:

"Ti riferisci a quelli che si fanno le foto seminudi su Instagram? Io non ho le physique du rôle. Io ho una quindicina di chili di troppo. Obama è fico, io no. Non lo so, Salvini, Di Maio, Renzi non sono paragonabili minimamente a Obama. Su questo siamo tutti d'accordo. Obama ha fatto una grande campagna e comunque Obama nudo a letto non l'ho mai visto".