Massimo Giletti (ph Cecilia Fabiano – LaPresse)
in foto: Massimo Giletti (ph Cecilia Fabiano – LaPresse)

Oltre alla televisione, Massimo Giletti contribuirà a portare avanti l'azienda di famiglia. Lo aveva promesso al padre, Emilio Giletti, imprenditore scomparso lo scorso 4 gennaio. Il padre del giornalista era un imprenditore noto nel Biellese, grazie proprio alla Giletti S.P.A, uno dei principali produttori di filati al mondo da oltre 100 anni. L'azienda in cui lo stesso Massimo Giletti aveva lavorato prima di darsi alla carriera giornalistica e televisiva. Ora, però, è il momento di tornare a contribuire, come ha spiegato lui stesso in un'intervista al Corriere della Sera a cui ha raccontato che qualche anno fa il padre gli chiese un regalo e una promessa: "Giurami che, quando non ci sarò più, tornerai qui e manderai avanti la fabbrica con i tuoi fratelli" gli chiese e Giletti giurò: "Lo farò, non sarà semplice però è nei momenti difficili che capisci chi sei".

Il rapporto di Giletti con i clienti dell'azienda

Poco dopo il lutto Giletti aveva scritto sui social ringraziando tutti coloro che gli erano stati vicini: "grazie davvero perché sentir vicino tante persone in un momento delicato e terribile della vita è un aiuto fondamentale". Oggi ha cominciato a viaggiare per la Penisola per incontrare i clienti che, spiega, non sono rimasti sorpresi, anzi. Anche perché con loro non si parla di tv, ma si parla di questioni tecniche: "Parliamo di questioni tecniche. L’altro giorno li ho stupiti quando ho preso in mano una rocca di filo e l’ho tirato in un certo modo, per capire se era fatto bene (…). Me ne intendo. Sono cresciuto tra rocche e carde, ancora oggi se chiudo gli occhi respiro l’odore del cotone e della lana, quello ti resta dentro per sempre".

Il rapporto complicato col padre Emilio

Giletti ci tiene a spiegare che anche se l'azienda era di famiglia non ha ricevuto alcun trattamento di favore, anzi. La prima volta che ci ha messo piede gli è stato messo un cacciavite in mano e spiegato il lavoro da fare. Il prosieguo è stato "Con le lezioni davanti alle vasche dei colori. Dopo la laurea ogni estate continuai a lavorare in fabbrica, anche quando già facevo Mixer con Minoli. Mi infilavo la tuta e pulivo le carde, macchine che filano il cotone". La scelta della carriera giornalistica arrivò, spiega., perché lavorare col padre non era semplicissimo e anche quando decise di tentare un'altra strada il padre richiese delle dimissioni scritte. Il loro ò stato un rapporto complicato, che con l'avanzare dell'età ha assunto una forma diversa, più morbida: "I nostri abbracci sono diventati più intensi, quasi a compensare quelli che non avevo avuto da bambino".