Un ospite amato da più generazioni e che ha incarnato il ruolo del bellissimo per almeno un ventennio. A "Vieni da me", l'ospite del giorno è Massimo Ciavarro, lo storico attore di fotoromanzi, simbolo di "Sapore di mare 2", sequel del film iconico diretto dal grande Carlo Vanzina. Negli studi Rai, alla presenza della conduttrice Caterina Balivo, Massimo Ciavarro ha aperto il suo cuore parlando di Eleonora Giorgi, sua moglie per 12 anni, e di Paolo, il figlio nato dal loro matrimonio. Sono loro le persone più importanti della sua vita. Ancora oggi, nonostante la separazione, è forte il legame, la stima, l'amicizia che lega i due ex. I sentimenti di Massimo Ciavarro sono stati del resto confermati proprio da Eleonora Giorgi in una recente intervista a "Verissimo".

Massimo Ciavarro ed Eleonora Giorgi, come si sono conosciuti

La prima parte dell'intervista verte su Eleonora Giorgi. Massimo Ciavarro racconta la genesi del primo incontro, avvenuto proprio sul set di "Sapore di mare 2 – Un anno dopo". Ciavarro veniva dai fotoromanzi di "Grand Hotel", storico settimanale in edicola da oltre 70 anni, Eleonora Giorgi era un astro nascente del cinema e sul set fu colpo di fulmine.

Ho conosciuto Eleonora con il film Sapore di mare 2. Lei è stata mia moglie per 12 anni e, a dire la verità, non credo sia poi così tanto dal mio punto di vista. Ma lei è la madre di mio figlio Paolo e la nostra separazione è stata molto dolorosa. Dolorosa perché comunque avevamo fatto tanto insieme, debbo dire che ci ho messo del tempo per riprendermi. Sono stato parecchio male. La vita però va avanti, grazie al cielo non abbiamo nessun tipo di conflittualità.

Perché Eleonora Giorgi e Massimo Ciavarro si sono lasciati

Caterina Balivo cerca di sondare i motivi che hanno portato Eleonora Giorgi e Massimo Ciavarro a dirsi addio e lasciarsi dopo 12 anni di matrimonio. L'attore si apre, parla senza freni e filtri, rivelando che sciogliere quel rapporto è stato duro, ma Eleonora Giorgi aveva le sue buone ragioni per farlo.

Lei aveva anche le sue buone ragioni. Un uomo spesso finisce per adagiarsi nelle storie, invece la donna vuole dimostrazioni di affetto, gesti continui. Cose che io non esprimevo con i fatti. Cercavo di fare qualcosa, evidentemente non riuscendo a fare abbastanza. Però tutto quello che alla fine procura un danno o una sofferenza, finisce per farti crescere.

Il rapporto con Paolo Ciavarro

Non solo Eleonora Giorgi per Massimo Ciavarro. Arriva il momento di aprire il capitolo dedicato al figlio Paolo, con il quale l'attore ha un ottimo rapporto. I due hanno lavorato insieme in coppia come "padre-figlio" per Pechino Express. Una esperienza importante, che ha messo in luce il loro grande rapporto agli occhi del pubblico. Oggi, Paolo Ciavarro lavora ad Amici e Forum.

Abbiamo fatto l'avventura di Pechino Express insieme ed è stata la più bella della mia vita, in assoluto. È stata una esperienza che ci ha dato qualcosa in più, nonostante abbiamo sempre avuto un legame fortissimo. Siamo arrivati quasi alla fine, alla penultima puntata e abbiamo litigato solo una volta. Un giorno, guardandomi negli occhi, mi disse di volermi bene e io stemperai un po' l'atmosfera, ma avrei dovuto rispondergli allo stesso modo. Glielo posso dire oggi: ‘Paolo, figlio mio, ti amo'.

I ricordi del padre, morto troppo presto

Massimo Ciavarro ha parlato dei ricordi che ha di suo padre, un uomo che purtroppo è morto troppo presto. Si ammalò quando Massimo Ciavarro aveva 9 anni, "faceva avanti e indietro dalle cliniche". Racconta lo straziante addio, di quando suo padre preparava la valigia per andare in clinica dandogli l'ultimo saluto: "Massimo, penso che questa sia l'ultima volta".

Papà è morto giovanissimo, la mia famiglia si è ritrovata in maniera particolare. La situazione economica non era florida perché papà ci aveva lasciato un’attività dove importava merci dall’estero. Quando morì, tutti i grossi fornitori vennero e si portarono via tutto. Invece tutti quelli che dovevano delle cose a mio papà sparirono. Le mie sorelle avevano 6 e 12 anni. Mia mamma è una donna siciliana, di Ustica, nata in una società dove tutto veniva delegato all’uomo di casa, che in quel momento sono diventato io. Di mio padre, i bei ricordi ce li ho molto vaghi. Ce ne ho pochissimi, perché cominci a ricordare le cose da una certa età in poi. Cominciò un excursus brutto di una malattia con lui che si isolava sempre di più. Un giorno, mentre si preparava ad andare in clinica, preparava le valigie e mi fa: ‘Massimo, credo che questa sia l’ultima volta, tu pensa a studiare e alle tue sorelle’. Il giorno dopo sono andato in clinica e ho capito cosa voleva dirmi. Lui era lì, ma in realtà non c’era più. Io gli ho aperto gli occhi per salutarlo un’ultima volta, poi ho preso la bicicletta e sono andato a piangere da solo in un parco. Quel momento l’ho sempre rimpianto, perché avrei dovuto stare con mia madre e le mie sorelle, ma da quel giorno non le ho mai più abbandonate.