Maria De Filippi è la protagonista di un'intervista pubblicata sul numero 39 di Vanity Fair, in edicola fino al 29 settembre e a firma di Malcom Pagani e Francesco Vezzoli. L'esordio per caso davanti a una telecamera nel 1992 e poi la storia così come la conosciamo oggi, Signora Assoluta della Sfera Catodica: "Senza mai aver ambito a farlo né aver mai sostenuto un solo provino. Lella Costa, la prima conduttrice di Amici, rimase incinta e non riuscivo a trovare una persona che potesse sostituirla né soprattutto mettere in atto quel che avevo in mente io". E cosa aveva in mente, Maria De Filippi? "Volevo destrutturare il canone e scardinare la regola televisiva per cercare negli altri gli unici sentimenti che arrivino davvero dall’altra parte dello schermo: verità e spontaneità".

Il segreto di Maria De Filippi

Maria De Filippi ha cambiato il linguaggio televisivo seguendo quella che è la sua natura. Così racconta a Vanity Fair: "Un solo patto a cui non ho mai derogato neanche in seguito: se una cosa mi interessa più di un’altra, io le corro dietro fregandomene del resto. Potrebbe sembrare il contrario di quella che dovrebbe essere la televisione, ma è un po’ la stessa ragione per cui i miei format non hanno un titolo specifico. Che sia nello studio di Uomini e donne o mi trovi a condurre C’è posta per te cambia poco. Mi scelgo le storie da sola perché se non interessano a me non riesco a portarle avanti e questo è da sempre il mio principale metro di valutazione".

L'antitesi di quello che c'era in tv

Maria De Filippi racconta che Maurizio Costanzo ricevette una telefonata di Silvio Berlusconi: "Lo chiamò per chiedergli se fosse sicuro della bontà della sua scelta. Io rappresentavo l’antitesi di tutto quello che passava in tv, soprattutto all’epoca". E invece è rimasta in tv dal 1992 fino a oggi.

Maria De Filippi perfezionista e maniacale

Maria De Filippi e il suo rapporto con il lavoro: "Il mio lavoro mi piace e lo svolgo in una condizione di assoluto privilegio perché posso scegliere le persone con cui dividere lo spazio e gli argomenti dell’avventura". Una vita di programmi fatti in libertà ma con grande ricerca della perfezione: "Se non capisco l’ospite che ho davanti a me vivo la cosa come un fallimento. Prima di andare in onda, studio. Cerco di leggere tra le righe, parlo con le persone, mi arrovello e lascio che i dubbi si facciano strada e mi portino a soluzioni migliori".

Maria De Filippi sulla nuova edizione di Temptation Island

Un passaggio anche sulla nuova edizione di Temptation Island. Maria De Filippi in particolare parla di Nello e Carlotta come l'emblema della spontaneità:

Vengono da un piccolo paese. Stanno insieme e li ho scelti per Temptation Island perché ho capito che non vengono in tv per aumentare i follower. Magari sono molto lontani da me, ma la distanza è utile. Arricchisce. Ti fa guardare alle vicende umane in modo diverso. Mentre provavo a conoscerli, durante il casting, sono stati capaci di farmi ridere e riflettere al tempo stesso. Nello e Carlotta non convivono, ma lei vuole sposarlo. Quando mi ha spiegato il perché ha usato una metafora che mi ha colpito: “Se sei la compagna del tuo uomo e arriva tua suocera in casa per sposta’ un bicchiere, lo sposta. Se sei sua moglie non lo può più sposta’». Pensate quanta verità c’è nella saggezza popolare. L’ho scelta per questo, Carlotta, non certo perché ho pensato che una volta arrivata sull’isola tradisse il fidanzato. Anche se Temptation Island passa per essere l’isola delle corna, di quella roba lì non me ne frega niente. Mi interessa il viaggio nella coppia. Il racconto da portare in tv che ti scuote e ti coinvolge anche se a tavolino non sai mai se ciò su cui ragioni funzionerà o meno. Vado per tentativi, ma non penso mai: “Andrà bene comunque”. Se non scommetti, però, non vinci mai».

Interessante il passaggio sul fatto che nelle sue trasmissioni, i ragazzi raramente citino prodotti culturali come libri, film o dischi: "I ragazzi magari sono più informati di prima, ma di sicuro non comprano un quotidiano. Perché dei giornali, come dei libri, i ragazzi hanno paura. Hanno timore di accostarsi a qualcosa che viene spesso presentato come inarrivabile da uno scranno che somiglia a una cattedra severa. Quando Giulia De Lellis fa il libro sui tradimenti del suo fidanzato lo vende a persone che vanno in libreria e pensano di poterlo leggere perché conoscono la storia di una ragazza che è come loro".