In Rai tutto era stato congelato a settembre, quando il Consiglio di amministrazione avrebbe dovuto trovare una soluzione alla spinosa questione della presidenza, dopo che Forza Italia aveva contribuito alla bocciatura in commissione di vigilanza di Marcello Foa, l'uomo della Lega proposto dal governo e approvato dal cda, ma appunto ostacolato dalla vigilanza quando i giochi sembravano fatti. Quel settembre è arrivato e si è fatta dunque cogente la questione della poltrona più prestigiosa ai vertici del servizio pubblico.

E se fino a qualche settimana fa quel no al nome di Foa da parte di Forza Italia era stato il segnale di un centrodestra sull'orlo di una chiara spaccatura, è proprio sul nome del giornalista che la divisione va ricucendosi. Cruciale sarebbe stato l'incontro avvenuto ad Arcore tra il ministro Matteo Salvini e il capo di Forza Italia Silvio Berlusconi. Tanti i temi affrontati tra i quali, stando a quanto emerge, proprio il nodo Foa, prossimo allo scioglimento.

Tajani smentisce Berlusconi e Salvini abbiano parlato di Rai

A smentire, ma in un certo riconfermare il ritorno in corsa di Foa per la poltrona di presidente Rai ci ha pensato Antonio Tajani: "Non si è parlato di Rai, non c'è nessuno accordo sui nomi. A noi interessa il metodo: se il centrodestra esiste, serve un metodo diverso". Refrain sentito a più riprese nel corso dei giorni in cui Forza Italia motivava il suo no al giornalista come presidente, poi confermato e formalizzato dalla commissione di vigilanza. Vale a dire che il partito di Silvio Berlusconi si è attaccato alla questione Rai per ribadire la propria voce in capitolo in coalizione, al fine di scongiurare il pericolo d'essere fagocitato da Salvini.

Le parole di Foa sulla sua ricandidatura

Allo stesso tempo Foa, nel ricevere a Firenze il premio Oriana Fallaci, ha riaperto alla sua candidatura alla presidenza, ritenendola assolutamente compatibile con la regolamentazione: "Il ci sono molte rassicurazioni di giuristi di alto livello; secondo tanti giuristi non c'è nessuna norma che lo vieti, e dunque, con il quadro che si va delineando per il secondo voto della Vigilanza, tutto indica che la situazione sia perfettamente in regola". Foa ha poi aggiunto:

 Al momento, c'è stato uno stop che non è da considerarsi una bocciatura, perché non è stato raggiunto il quorum dei votanti al primo turno […] il fatto che la Vigilanza rivoti e ristabilisca le condizioni senz'altro è un ulteriore elemento di rassicurazione: Dunque non c'è alcun rischio che le cose non siano in regola